Il progetto ha avuto un prologo con le scuole del territorio, con quindici classi dell'Istituto comprensivo di Signa e dell'Istituto Scolastico Beata Giovanna

A Signa (Firenze) tre giorni di laboratori pratici e incontri aperti a tutti, dedicati alla conoscenza e alla prevenzione del rischio idrogeologico, alla vigilia dei 60 anni della grande alluvione del 1966.
    
Il progetto ha avuto un prologo con le scuole del territorio, con quindici classi dell'Istituto comprensivo di Signa e dell'Istituto Scolastico Beata Giovanna e adesso il percorso si apre agli adulti, con tre appuntamenti all'Officina Odeon.

    
Sabato 24 e domenica 25 ottobre, alle ore 15, i primi due incontri, che comprenderanno un'uscita nell'area dei Renai e attività laboratoriali con il progetto Flumina. Martedì 27 alle 21:15 incontro di approfondimento, dedicato anche alla Protezione Civile e alla conoscenza dei comportamenti da adottare in caso di emergenza. Attraverso il laboratorio Flumina, i partecipanti potranno osservare un modello dinamico di un sistema fluviale, comprendendo concretamente come si sviluppano le piene, quale ruolo svolgono le opere di difesa e quali siano i modi possibile per ridurre il rischio di alluvioni. Un secondo laboratorio sarà dedicato alla geologia del territorio, per comprendere l'origine di fenomeni naturali che possono innescare alluvioni e causare frane.

   
 "A 60 dall'alluvione del 1966 vogliamo trasformare la memoria di quella tragedia in un'occasione concreta di conoscenza e prevenzione - dichiara il sindaco di Signa Giampiero Fossi -. Viviamo in un territorio profondamente legato ai suoi fiumi e sappiamo quanto sia importante conoscerne i rischi e imparare ad affrontarli".

    
 L'iniziativa è organizzata da Eta Beta Aps, con la presidente Elisabetta Su, e il referente del progetto Alessandro Casoli, da quasi vent'anni impegnati in programmi di educazione ambientale e comunicazione del rischio in tutta Italia ed ha il sostegno del Consiglio regionale della Toscana. "Il nostro obiettivo è costruire una cultura del rischio accessibile a tutti - spiegano - attraverso esperienze semplici ma significative possiamo comprendere molto meglio come si comportano i corsi d'acqua, perché si verificano alluvioni e frane e quali strumenti abbiamo per limitarne le conseguenze".
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