Le Gallerie degli Uffizi accolgono “Cristo e la Samaritana”, raro tondo di Luca Giordano realizzato ad affresco su una stuoia di vimini, detta “paniera”. Acquistata alla fiera Tefaf di Maastricht dagli Amici degli Uffizi e donata al museo, l’opera torna nella città dove fu eseguita intorno al 1685 per il committente Andrea Del Rosso.
Il dipinto apparteneva a una serie di quattro opere e risale al periodo in cui Giordano lavorava agli affreschi di Palazzo Medici Riccardi. La scena dell’incontro al pozzo di Giacobbe testimonia il legame tra la tradizione del Rinascimento fiorentino e il Barocco, attraverso una tecnica particolare che richiedeva abilità e rapidità esecutiva.
Il tondo sarà esposto nelle sale dedicate alla pittura del Seicento e Settecento, una volta riaperte, con un allestimento che permetterà di osservarlo da entrambi i lati. Il direttore Simone Verde ne sottolinea il valore per raccontare il contributo di Giordano al Barocco fiorentino. Lo scrive Repubblica.
Il dipinto apparteneva a una serie di quattro opere e risale al periodo in cui Giordano lavorava agli affreschi di Palazzo Medici Riccardi. La scena dell’incontro al pozzo di Giacobbe testimonia il legame tra la tradizione del Rinascimento fiorentino e il Barocco, attraverso una tecnica particolare che richiedeva abilità e rapidità esecutiva.
Il tondo sarà esposto nelle sale dedicate alla pittura del Seicento e Settecento, una volta riaperte, con un allestimento che permetterà di osservarlo da entrambi i lati. Il direttore Simone Verde ne sottolinea il valore per raccontare il contributo di Giordano al Barocco fiorentino. Lo scrive Repubblica.
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