Continua la raccolta firme contro gli abbattimenti previsti lungo il percorso della nuova linea tramviaria 3.2.2 a Campo di Marte. In appena tre giorni sono state raccolte 3.100 adesioni, superando la metà delle 5.000 indicate come necessarie per presentare un’istanza di consultazione popolare circoscritta al Quartiere 2.
Al punto di raccolta allestito al Bar Marisa, in viale Fanti, si sono formate due file, una lungo il viale e l’altra verso via Carnesecchi, con attese anche di mezz’ora. «Vengono persone del Quartiere 2 di tutte le età. Sono venuti a firmare anche ragazzi del 2007!», racconta Massimo Sabatini, consigliere comunale della lista Schmidt.
Per Sabatini la richiesta è rivedere il progetto, salvaguardando il verde: «Sì al trasporto pubblico elettrico, ma non a sacrificio degli alberi. Lungo il sedime ferroviario c’è spazio, così come lungo una strada senza alberi come via Campo d’Arrigo. Pensiamoci, ragioniamoci, ma non facciamo una strage di alberi».
L’ipotesi di un percorso alternativo lungo la ferrovia ricorre anche tra i cittadini in coda. «La tramvia deve essere accessibile a tutti, ma non capisco perché non si possa utilizzare la zona ferroviaria lungo Campo d’Arrigo, invece di passare da un viale alberato», osserva il residente Marco Ciuba.
Alla tutela del paesaggio si aggiunge la preoccupazione per il caldo. «In una città tra le più calde d’Italia, se togliamo gli alberi diventerà ancora più calda. Il verde serve per l’ombra, per l’ossigeno e per vivere meglio», afferma Silvia Simonetti.
La raccolta proseguirà nei prossimi giorni: il prossimo appuntamento indicato è oggi al negozio Fiori Cappelli di viale Don Minzoni. Lo scrive la Nazione.
Al punto di raccolta allestito al Bar Marisa, in viale Fanti, si sono formate due file, una lungo il viale e l’altra verso via Carnesecchi, con attese anche di mezz’ora. «Vengono persone del Quartiere 2 di tutte le età. Sono venuti a firmare anche ragazzi del 2007!», racconta Massimo Sabatini, consigliere comunale della lista Schmidt.
Per Sabatini la richiesta è rivedere il progetto, salvaguardando il verde: «Sì al trasporto pubblico elettrico, ma non a sacrificio degli alberi. Lungo il sedime ferroviario c’è spazio, così come lungo una strada senza alberi come via Campo d’Arrigo. Pensiamoci, ragioniamoci, ma non facciamo una strage di alberi».
L’ipotesi di un percorso alternativo lungo la ferrovia ricorre anche tra i cittadini in coda. «La tramvia deve essere accessibile a tutti, ma non capisco perché non si possa utilizzare la zona ferroviaria lungo Campo d’Arrigo, invece di passare da un viale alberato», osserva il residente Marco Ciuba.
Alla tutela del paesaggio si aggiunge la preoccupazione per il caldo. «In una città tra le più calde d’Italia, se togliamo gli alberi diventerà ancora più calda. Il verde serve per l’ombra, per l’ossigeno e per vivere meglio», afferma Silvia Simonetti.
La raccolta proseguirà nei prossimi giorni: il prossimo appuntamento indicato è oggi al negozio Fiori Cappelli di viale Don Minzoni. Lo scrive la Nazione.
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