Oltre 400 insegnanti firmano un documento di solidarietà e portano la cultura sul marciapiede davanti al liceo Machiavelli-Capponi per ascoltare le ragioni dei ragazzi.

FIRENZE – Una lezione a cielo aperto, tra libri sfogliati al megafono, letture di Zagrebelsky, Fenoglio e Rolin, e sguardi rivolti ai ragazzi affacciati alle finestre dell’istituto. A Firenze, i professori scendono in piazza per sostenere le rivendicazioni degli studenti che in questi giorni stanno occupando diversi licei della città.

L'iniziativa, promossa anche dalla Flc Cgil, ha visto l'adesione di decine di insegnanti radunatisi prima davanti alla sede principale del liceo Machiavelli e poi di fronte al Capponi. Un segnale forte, rafforzato da un documento di solidarietà firmato da oltre 400 docenti, che evidenzia come i problemi strutturali dell'istruzione e il precariato del personale scolastico siano battaglie condivise tra generazioni.

Le voci della protesta

«Siamo stati molto colpiti dal fatto che siano stati i ragazzi stessi a chiamarci in causa. Sono i primi a comprendere che, al di là dell'impegno dei singoli, la scuola è colpita a livello strutturale», spiega Francesca, docente di italiano, latino e storia al Machiavelli. «Si sta cercando di spostare l'attenzione dalle motivazioni reali alle modalità della protesta. Pur senza avallare azioni fuori dalla legalità, occorre dare ascolto a queste richieste: non si possono spalancare le porte delle carceri per rispondere alle problematiche del lavoro e dell'istruzione».

I docenti sottolineano la chiarezza dei ruoli e la scelta dei metodi con cui esprimere il proprio sostegno:

«Siamo partecipi rispetto ai temi, non agli strumenti di occupazione che appartengono ai ragazzi», osserva Elena, insegnante di scienze umane. «Noi rispondiamo con i nostri strumenti, che sono i libri: facciamo lezione ed esercitiamo quello che sappiamo fare. Sta accadendo qualcosa di inedito che coinvolge anche molti genitori e richiede l'impegno di tutta la comunità».

Un alleanza educativa e sociale accolta con entusiasmo dai giovani. Ernesto, uno degli studenti in ascolto davanti al portone del Machiavelli, conclude:

«L'appoggio degli insegnanti e dei genitori è fondamentale per amplificare la nostra voce e far capire quanto sia importante ciò per cui stiamo lottando. È tempo di cambiare».

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