Un lungo applauso, durato circa otto minuti, ha coronato il debutto dell'opera lirica Romanzo criminale, tratta dal romanzo dell'ex magistrato e scrittore Giancarlo De Cataldo. La prima della nuova opera, che racconta l'ascesa e la caduta della banda della Magliana, è andata in scena al Teatro del Maggio musicale fiorentino e si è conclusa, dopo circa due ore e mezzo, tra l'entusiasmo del pubblico e la soddisfazione dei protagonisti.
Sul palco, per raccogliere gli applausi, sono saliti lo stesso De Cataldo, autore del libretto, Nicola Piovani, che ha composto le musiche e diretto Orchestra e Coro del Maggio, e Massimo Popolizio, a cui è stata affidata la regia. Particolarmente calorosa l'accoglienza riservata alla cantante Vanessa Goikoetxea, che veste i panni di Patrizia, l'affascinante prostituta che fa da voce narrante alla storia.
Il soprano, tornata al Maggio a distanza di un anno dal successo del Macbeth dello scorso ottobre, rappresenta il filo conduttore dell'intera vicenda: il suo sguardo e le sue parole accompagnano lo spettatore nell'universo criminale della Roma degli anni Settanta e Ottanta. È lei ad aprire l'opera con le parole "io li conoscevo bene", presentando uno a uno i membri della banda: il Libanese (interpretato da Carlo Raffaelli), il Freddo (Alberto Petricca), il Dandi (Anthony Ciaramitaro) e il Bufalo (William Hernández). Ed è sempre lei, quando comincia la guerra tra bande per la conquista di Roma, a ripetere più volte: "C'è una legge nella strada: soltanto uno può essere re, chi ascende al trono e chi va sotto terra. E questo si chiama fare la guerra".
La trasposizione lirica di Romanzo criminale, tratto dall'omonimo romanzo di De Cataldo pubblicato nel 2002, pur senza ripercorrere fedelmente l'intera vicenda narrata nel libro, ne conserva il nucleo centrale: l'ascesa di quattro giovani venuti dal niente, carichi di aspettative e ambizione, lo scontro con un'altra banda di malavitosi, l'arroganza del potere e, infine, la morte violenta di quasi tutti i protagonisti. Sullo sfondo, nella maggior parte delle scene, il celebre bar in cui i membri della banda si ritrovano tra una partita a biliardo e un flipper, insieme alla casa di appuntamenti di Patrizia. Un grande tributo del pubblico è andato anche alla madre del Libanese, interpretata da Valentina Pernozzoli. Di fronte alla ricchezza e al potere conquistati dal figlio, diventato re di Roma, la donna si ribella, arrivando a dargli uno schiaffo e a pronunciare queste parole: "L'assassino non ha pace e solo morirà".
Prima dell'inizio della rappresentazione, nel foyer del Maggio, De Cataldo si è detto "emozionatissimo" e anche "sorpreso" del risultato. "Mi ha sorpreso molto positivamente - ha detto - la musica di Piovani che è tonale, è ricca di canto, di chiaroscuri e ha anche delle parti rock. Sono gli anni '70 e la tradizione calati però in una storia acida e criminale come quella di Romanzo. E credo che la regia di Popolizio abbia fatto esplodere questa storia e ci sia veramente il cuore di Roma là dentro". Tra i presenti alla prima, esponenti della politica e delle istituzioni.
Sul palco, per raccogliere gli applausi, sono saliti lo stesso De Cataldo, autore del libretto, Nicola Piovani, che ha composto le musiche e diretto Orchestra e Coro del Maggio, e Massimo Popolizio, a cui è stata affidata la regia. Particolarmente calorosa l'accoglienza riservata alla cantante Vanessa Goikoetxea, che veste i panni di Patrizia, l'affascinante prostituta che fa da voce narrante alla storia.
Il soprano, tornata al Maggio a distanza di un anno dal successo del Macbeth dello scorso ottobre, rappresenta il filo conduttore dell'intera vicenda: il suo sguardo e le sue parole accompagnano lo spettatore nell'universo criminale della Roma degli anni Settanta e Ottanta. È lei ad aprire l'opera con le parole "io li conoscevo bene", presentando uno a uno i membri della banda: il Libanese (interpretato da Carlo Raffaelli), il Freddo (Alberto Petricca), il Dandi (Anthony Ciaramitaro) e il Bufalo (William Hernández). Ed è sempre lei, quando comincia la guerra tra bande per la conquista di Roma, a ripetere più volte: "C'è una legge nella strada: soltanto uno può essere re, chi ascende al trono e chi va sotto terra. E questo si chiama fare la guerra".
La trasposizione lirica di Romanzo criminale, tratto dall'omonimo romanzo di De Cataldo pubblicato nel 2002, pur senza ripercorrere fedelmente l'intera vicenda narrata nel libro, ne conserva il nucleo centrale: l'ascesa di quattro giovani venuti dal niente, carichi di aspettative e ambizione, lo scontro con un'altra banda di malavitosi, l'arroganza del potere e, infine, la morte violenta di quasi tutti i protagonisti. Sullo sfondo, nella maggior parte delle scene, il celebre bar in cui i membri della banda si ritrovano tra una partita a biliardo e un flipper, insieme alla casa di appuntamenti di Patrizia. Un grande tributo del pubblico è andato anche alla madre del Libanese, interpretata da Valentina Pernozzoli. Di fronte alla ricchezza e al potere conquistati dal figlio, diventato re di Roma, la donna si ribella, arrivando a dargli uno schiaffo e a pronunciare queste parole: "L'assassino non ha pace e solo morirà".
Prima dell'inizio della rappresentazione, nel foyer del Maggio, De Cataldo si è detto "emozionatissimo" e anche "sorpreso" del risultato. "Mi ha sorpreso molto positivamente - ha detto - la musica di Piovani che è tonale, è ricca di canto, di chiaroscuri e ha anche delle parti rock. Sono gli anni '70 e la tradizione calati però in una storia acida e criminale come quella di Romanzo. E credo che la regia di Popolizio abbia fatto esplodere questa storia e ci sia veramente il cuore di Roma là dentro". Tra i presenti alla prima, esponenti della politica e delle istituzioni.
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