La famiglia di Leonardo Bonazzi, l’87enne la cui salma è stata scambiata con quella di una donna e cremata per errore a Trespiano, ha presentato un esposto in Procura attraverso l’avvocato Alfonso De Lauri. I familiari sono già stati ascoltati dalla polizia giudiziaria: gli accertamenti dovranno ricostruire l’accaduto e chiarire eventuali responsabilità penali. Al momento non è stata avviata alcuna azione civile per il risarcimento.
Lo scambio è stato scoperto appena dieci minuti prima del funerale, nella chiesa di San Francesco e Santa Chiara a Montughi, quando parenti e amici erano già riuniti. La cremazione era ormai avvenuta, rendendo impossibile rimediare all’errore. Sotto esame le procedure dell’obitorio delle Cappelle del Commiato, le verifiche del personale e le operazioni dell’impresa funebre incaricata del servizio per la donna. Da verificare anche una presunta data di decesso errata sull’attestato di morte di Bonazzi.
Il Comune ha intanto trasferito ad altro incarico il dipendente dell’obitorio coinvolto e sta conducendo un’istruttoria interna per accertare eventuali ulteriori responsabilità. La famiglia attende gli sviluppi delle indagini e chiede soprattutto giustizia e garanzie affinché episodi simili non si ripetano. Lo scrive la Nazione.
Lo scambio è stato scoperto appena dieci minuti prima del funerale, nella chiesa di San Francesco e Santa Chiara a Montughi, quando parenti e amici erano già riuniti. La cremazione era ormai avvenuta, rendendo impossibile rimediare all’errore. Sotto esame le procedure dell’obitorio delle Cappelle del Commiato, le verifiche del personale e le operazioni dell’impresa funebre incaricata del servizio per la donna. Da verificare anche una presunta data di decesso errata sull’attestato di morte di Bonazzi.
Il Comune ha intanto trasferito ad altro incarico il dipendente dell’obitorio coinvolto e sta conducendo un’istruttoria interna per accertare eventuali ulteriori responsabilità. La famiglia attende gli sviluppi delle indagini e chiede soprattutto giustizia e garanzie affinché episodi simili non si ripetano. Lo scrive la Nazione.
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