“Il confronto pubblico, anche quando acceso, non può mai trasformarsi in aggressione personale”

"Da ieri Filippo Frizzi e Filippo Ferraro sono bersaglio di attacchi, offese e intimidazioni sui social. Una violenza inaccettabile che deve cessare immediatamente. Siamo e saremo al loro fianco in tutte le sedi. Il confronto pubblico, anche quando acceso, non può mai trasformarsi in aggressione personale". Lo dichiara Federico Gianassi, deputato dem e segretario del Partito Democratico di Firenze.    

"Quanto a fantomatici boicottaggi organizzati dal Pd fiorentino - aggiunge in una nota -, voglio ribadire un concetto per noi ovvio: il Partito Democratico di Firenze non boicotta nessuno. Siamo un partito che valorizza e alimenta la pluralità dei punti di vista al proprio interno, figuriamoci se la condanniamo al nostro esterno. Tra quei commercianti ci sono persone che conosco da anni. Hanno sulla tramvia un'idea diversa dalla mia, ma non saranno mai miei nemici. La città deve vivere e alimentarsi di confronto vero, leale e rispettoso".

"Chi frequentava quelle attività continuerà a farlo - osserva ancora -, esattamente come ha già dimostrato il presidente Pierguidi stamani; chi non le frequentava o non desidera farlo sarà libero di scegliere e nessuno può censurarlo per questo, come è normale che sia in una città democratica".

Per il segretario cittadino è "profondamente strumentale il fuoco di fila delle destre, che oggi si indignano per un commento social ma sono rimaste sistematicamente in silenzio di fronte agli attacchi violenti, offensivi, minacce terribili rivolti alla sindaca Funaro, al presidente del Q2 Pierguidi e all'assessore Giorgio, anche sulle questioni legate alla tramvia. L'indignazione non può valere a giorni alterni, né cambiare a seconda di chi viene preso di mira. Se la sfida è riportare civiltà e rispetto nel confronto pubblico, anche sui social, noi siamo in prima linea. È una battaglia che portiamo avanti da anni, troppo spesso in grande solitudine. Noi, da democratici, ci siamo. Gli altri ci stanno?".
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