Il presidente Andrea Pieri mostra i conti: le perdite stimate raggiungono i 250mila euro a fine anno, tra bollette del gas raddoppiate e impianti comunali datati

FIRENZE – Le acque si fanno sempre più agitate e restare a galla è ormai un'impresa titanica. L'esplosione dei costi energetici e la complessa gestione degli impianti stanno mettendo a dura prova le società sportive del territorio. A lanciare l'allarme più drammatico è Andrea Pieri, presidente della storica Rari Nantes Florentia, realtà che coinvolge ben 640 atleti tesserati e circa 20mila famiglie fiorentine. Senza un sostegno immediato e concreto, il futuro della società è seriamente in bilico. Si legge su La Nazione.

La Rari Nantes si trova oggi a gestire sette impianti dislocati tra Firenze, Impruneta e Pontassieve, affrontando spese per le forniture diventate insostenibili. Emblematico è il caso della piscina di lungarno Ferrucci, dove la bolletta del gas è quasi raddoppiata, passando dagli 11mila euro di febbraio 2024 ai 24mila euro di marzo 2026. Nell'arco degli ultimi cinque anni, la materia prima del gas è quintuplicata e l'energia elettrica è triplicata. Nonostante gli interventi di efficientamento effettuati a proprie spese, la vetustà delle strutture comunali continua a generare costi di gestione esorbitanti.

A peggiorare il quadro finanziario interviene l'impossibilità di adeguare i prezzi ai cittadini, poiché le tariffe per la balneazione e i corsi di nuoto risultano bloccate dai bandi di gara fin dal 2015. Con un disavanzo previsto di 250mila euro entro la fine dell'anno e l'eredità di lunghi e onerosi contenziosi legali, la società è stata costretta a ritardare i pagamenti di un mese per i dipendenti e di tempi superiori per i collaboratori.

Una prima risposta all'appello è arrivata dalla Fondazione CR Firenze con uno stanziamento di 50mila euro nell'ambito di un piano triennale, un contributo prezioso che permette di salvaguardare i progetti legati all'inclusione e alla disabilità. Tuttavia, come sottolinea il presidente Pieri, tali attività potranno essere garantite solo a patto che i complessi natatori rimangano operativi. Da qui l'invito pressante rivolto sia alle amministrazioni pubbliche, in primis al Comune di Firenze, sia all'imprenditoria privata, affinché intervengano rapidamente per salvare una struttura che svolge un ruolo sociale fondamentale per l'intera comunità.

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