FdI chiede regole uniformi in Toscana, Anffas Firenze spende oltre 120mila euro l’anno e non riesce ad accogliere nuove richieste

Tariffe diverse tra territori e costi sempre più difficili da sostenere rischiano di ostacolare l’accesso ai centri diurni. Il problema è al centro di un’interrogazione presentata in Consiglio regionale dal portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi e dal gruppo di Fratelli d’Italia, che chiedono alla giunta criteri omogenei per la compartecipazione delle famiglie. Una preoccupazione espressa anche da Confservizi Cispel Toscana.

Secondo quanto denunciato da FdI, dal 2023 la Regione non rimborsa più i costi del trasporto verso i centri diurni, mentre le regole applicate nei diversi territori producono disparità. Tra le proposte figurano l’utilizzo dell’Isee sanitario al posto di quello ordinario e l’uniformità dei criteri. Tomasi annuncia inoltre la richiesta di esentare dall’Irap gli enti del Terzo settore che svolgono servizi sanitari e sociosanitari.

A Firenze, Anffas sostiene oltre 120mila euro l’anno tra personale, riparazioni e trasporti, accompagnando quotidianamente più di trenta ragazzi. L’associazione non riesce però ad accogliere nuove richieste. Il direttore Ilario Fabri definisce il servizio economicamente insostenibile, anche per l’aumento dei carburanti, e segnala l’impossibilità di aiutare ulteriori persone, comprese quelle rimaste senza trasporto istituzionale. Lo scrive la Nazione.



Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies