«Per mesi ci hanno fatto la lezioncina sulla differenza tra sospendere e abolire il bollo auto. Adesso che, come promesso da Giorgia Meloni, il bollo è stato abolito, anziché riconoscere il risultato, Nardella, Funaro e Giani trovano subito un altro pretesto per fare polemica: le targhe personalizzate. La verità è che alla sinistra interessa più attaccare il Governo che riconoscere le misure che danno ai cittadini nuove possibilità».
A dichiararlo è Francesco Torselli, esponente di Fratelli d’Italia-ECR.
«La priorità, naturalmente, è far risparmiare gli italiani e sostenere famiglie e imprese. Ma questo non significa impedire a qualcuno di spendere liberamente i propri soldi per personalizzare la propria targa. Chi non è interessato non spenderà un euro in più. Chi invece vorrà farlo, pagando il costo previsto, perché dovrebbe essere privato di questa possibilità?
Se un cittadino vuole spendere 600 euro per avere una targa con una scritta che lo rappresenta, magari “ANTICOMUNISTA”, perché Funaro, Giani e Nardella dovrebbero impedirglielo? Non è certo un obbligo, ma una possibilità in più. E in una società libera, quando una scelta è facoltativa e non impone costi agli altri, non si capisce perché la sinistra debba trasformarla nell'ennesimo motivo di polemica.
Il Governo Meloni mantiene gli impegni e amplia le possibilità di scelta dei cittadini. Dalla sinistra, invece, arriva sempre la stessa ricetta: contestare tutto, anche quando non c'è nulla da contestare. Gli italiani hanno bisogno di meno prediche ideologiche e di più libertà, meno propaganda e più risultati».
A dichiararlo è Francesco Torselli, esponente di Fratelli d’Italia-ECR.
«La priorità, naturalmente, è far risparmiare gli italiani e sostenere famiglie e imprese. Ma questo non significa impedire a qualcuno di spendere liberamente i propri soldi per personalizzare la propria targa. Chi non è interessato non spenderà un euro in più. Chi invece vorrà farlo, pagando il costo previsto, perché dovrebbe essere privato di questa possibilità?
Se un cittadino vuole spendere 600 euro per avere una targa con una scritta che lo rappresenta, magari “ANTICOMUNISTA”, perché Funaro, Giani e Nardella dovrebbero impedirglielo? Non è certo un obbligo, ma una possibilità in più. E in una società libera, quando una scelta è facoltativa e non impone costi agli altri, non si capisce perché la sinistra debba trasformarla nell'ennesimo motivo di polemica.
Il Governo Meloni mantiene gli impegni e amplia le possibilità di scelta dei cittadini. Dalla sinistra, invece, arriva sempre la stessa ricetta: contestare tutto, anche quando non c'è nulla da contestare. Gli italiani hanno bisogno di meno prediche ideologiche e di più libertà, meno propaganda e più risultati».
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