
Alzi la mano chi, in queste settimane, non ha detto, sentito o pensato che “di due non se ne fa uno”. E sia chiaro. Lungi da noi il voler arrivare a sentenze (è comunque troppo presto) o il lasciarsi andare ad inutili e affrettati disfattismi. Serve equilibrio. E se il discorso vale per la Fiorentina in generale allora non può che valere anche per alcuni dei suoi interpreti o per qualche reparto in particolare. Di certo però, si farebbe un torto al buon senso e al dover di fare analisi se facessimo finto di non essere preoccupati per quanto riguarda il, anzi i, centravanti. Da una parte Mateo Pellegrino, dall'altra Beto. Due per i quali sono stati sborsati quasi 45 milioni di euro e che, fino ad oggi, hanno dato poco (l'argentino) e nulla l'ex Everton. Lo dicono i numeri: 10 presenze (tutto compreso), 723', 3 gol (uno ogni 241') per l'ex attaccante del Parma, lo zero assoluto (in 189') per il centravanti ex Udinese. Poco, troppo poco. Ed è sicuramente vero che l'alternanza iniziale ha probabilmente penalizzato entrambi ma da qualche settimana Vanoli pare aver fatto la sua scelta senza che questa, però, abbia prodotto risultati. Nelle ultime tre partite (contro Como, Inter e Atalanta) infatti il mister è sempre partito con Pellegrino dal primo minuto ricavandone in cambio un contributo a dir poco misero. E non parliamo soltanto di gol (che manca ormai dal timbro in Coppa Italia col Pisa, era il 15 settembre). A far preoccupare è il fatto che l'argentino fatichi terribilmente a rendersi pericoloso, o anche solo a calciare in porta. Anche ieri, con l'Atalanta, una conclusione a lato dal limite dell'area, e poco altro. Uno pensa: va beh, però lavora tanto per la squadra. In realtà, pur non negando l'impegno o la buona volontà, anche da quel punto di vista il contributo non si può considerare soddisfacente. Pellegrino fatica tantissimo a tenere il pallone, perde quasi tutti i duelli fisici, di testa (che dovrebbe essere il suo punto forte) ne spizza pochissime. E così veniamo all'altro lato del problema. Perché è sicuramente vero che lui sta rendendo al di sotto delle aspettative ma è altrettanto innegabile che la squadra non riesca a rifornirlo (con continuità) nel modo giusto e, quindi, con cross dal fondo. Questione di caratteristiche (Mastantuono e Njie preferiscono venire dentro al campo) e di organizzazione. E Beto?. La sensazione è che sia in enorme difficoltà sia fisica che (per ammissione dello stesso Vanoli) psicologica. Entrambi, probabilmente, avrebbero bisogno di un gol. Più di loro però, ne ha bisogno la Fiorentina. Il rischio altrimenti è pensare solo ai tanti gol subiti (un problema enorme, sia chiaro) senza accorgersi che i viola hanno anche un grande, grandissimo punto interrogativo davanti. E certo non può valere come consolazione il fatto che Kean a Como, esattamente come negli ultimi mesi a Firenze, stia passando più tempo sul lettino del dottore che in campo.
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