Sostegno sì, ancora una volta. Come annunciato dalla Curva Fiesole, contro l’Atalanta la Fiorentina potrà contare su uno stadio assatanato, con tanto di coreografia pre-gara, che spingerà i ragazzi di Vanoli alla ricerca di un successo scacciacrisi che non può essere più rimandato.
Atalanta domani, Sassuolo lunedì e poi arriverà la Juventus. Al termine dei prossimi 270’ la Fiorentina deve aver smosso in maniera importante la propria classifica, che sia con 4, 5, 6, 7 o 9 punti da aggiungere al misero bottino racimolato in un altro anno che sta prendendo una brutta piega.
La situazione è più o meno identica a quella di dodici mesi fa. All’epoca, tuttavia, dal Franchi piovevano già cori di contestazioni, critiche, fischi e ‘insulti’. Da lì a breve sarebbe arrivato l’esonero di Pioli, l’arrivo di Vanoli e un trend che continuò fino al 5-1 all’Udinese che dette il via alla risalita della Fiorentina fino alla salvezza. Era il 21 dicembre quando i viola ottennero la prima vittoria in Serie A. Al Franchi, da allora, sono arrivati soltanto altri 3 successi in campionato, l’ultimo datato aprile, contro la Lazio di quel Sarri che domani sarà in panchina coi bergamaschi. Può essere normale tutto ciò? Per quanto quest’anno il primo successo sia arrivato molto prima, in questo scioccante inizio di campionato la Fiorentina sta continuando a fare una fatica immensa a non deludere il proprio pubblico nelle sfide casalinghe. Non che in trasferta si veda granché di differente, ma il contesto attuale stona ancor di più con la storia di un club come quello viola che ha spesso costruito i propri campionati facendo del Franchi un fortino in cui andare oltre le difficoltà. Quello che, ormai da tempo, non succede più.
E intanto si avvicina la gara con l’Atalanta, dopo che a Firenze hanno passeggiato Como, Frosinone e Torino, mentre solo il Napoli non è andato oltre il pari. 1 punto in 4 gare interne, 0 vittorie. Di nuovo.
Rispetto allo scorso anno la Fiorentina può ancora contare sul proprio pubblico. Se con l’Atalanta saranno oltre 20mila a spingere i viola, la rottura che ci fu l’anno scorso non c’è ancora stata. Cori e fischi ci sono stati, sì, già con Frosinone e Torino. E ci mancherebbe, per come e contro chi quei ko sono arrivati. Ma nonostante la squadra sia reduce da tre ko di fila, sia a Marassi che col Como sono piovuti più applausi che fischi. Non di gradimento, ma di incoraggiamento, sia chiaro. Ora arriva un altro snodo cruciale. La Fiorentina ha il suo popolo al fianco, ma il comunicato della Curva Fiesole è chiaro: o si svolta, oppure questo clima andrebbe rapidamente a farsi più tiepido e aspro.
Serve solo vincere alla squadra gigliata. Il tempo dei processi non è ancora arrivato, per quanto ce ne sarebbero di questioni su cui discutere. L’obiettivo è uscire quanto prima dai bassifondi della classifica ed allontanare paure e fantasmi che nessuno ha voglia di rivivere dopo quanto successo lo scorso anno.
Atalanta domani, Sassuolo lunedì e poi arriverà la Juventus. Al termine dei prossimi 270’ la Fiorentina deve aver smosso in maniera importante la propria classifica, che sia con 4, 5, 6, 7 o 9 punti da aggiungere al misero bottino racimolato in un altro anno che sta prendendo una brutta piega.
La situazione è più o meno identica a quella di dodici mesi fa. All’epoca, tuttavia, dal Franchi piovevano già cori di contestazioni, critiche, fischi e ‘insulti’. Da lì a breve sarebbe arrivato l’esonero di Pioli, l’arrivo di Vanoli e un trend che continuò fino al 5-1 all’Udinese che dette il via alla risalita della Fiorentina fino alla salvezza. Era il 21 dicembre quando i viola ottennero la prima vittoria in Serie A. Al Franchi, da allora, sono arrivati soltanto altri 3 successi in campionato, l’ultimo datato aprile, contro la Lazio di quel Sarri che domani sarà in panchina coi bergamaschi. Può essere normale tutto ciò? Per quanto quest’anno il primo successo sia arrivato molto prima, in questo scioccante inizio di campionato la Fiorentina sta continuando a fare una fatica immensa a non deludere il proprio pubblico nelle sfide casalinghe. Non che in trasferta si veda granché di differente, ma il contesto attuale stona ancor di più con la storia di un club come quello viola che ha spesso costruito i propri campionati facendo del Franchi un fortino in cui andare oltre le difficoltà. Quello che, ormai da tempo, non succede più.
E intanto si avvicina la gara con l’Atalanta, dopo che a Firenze hanno passeggiato Como, Frosinone e Torino, mentre solo il Napoli non è andato oltre il pari. 1 punto in 4 gare interne, 0 vittorie. Di nuovo.
Rispetto allo scorso anno la Fiorentina può ancora contare sul proprio pubblico. Se con l’Atalanta saranno oltre 20mila a spingere i viola, la rottura che ci fu l’anno scorso non c’è ancora stata. Cori e fischi ci sono stati, sì, già con Frosinone e Torino. E ci mancherebbe, per come e contro chi quei ko sono arrivati. Ma nonostante la squadra sia reduce da tre ko di fila, sia a Marassi che col Como sono piovuti più applausi che fischi. Non di gradimento, ma di incoraggiamento, sia chiaro. Ora arriva un altro snodo cruciale. La Fiorentina ha il suo popolo al fianco, ma il comunicato della Curva Fiesole è chiaro: o si svolta, oppure questo clima andrebbe rapidamente a farsi più tiepido e aspro.
Serve solo vincere alla squadra gigliata. Il tempo dei processi non è ancora arrivato, per quanto ce ne sarebbero di questioni su cui discutere. L’obiettivo è uscire quanto prima dai bassifondi della classifica ed allontanare paure e fantasmi che nessuno ha voglia di rivivere dopo quanto successo lo scorso anno.
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