"Il cuore di tutto è che la santità non ci rende persone isolate ma ci rende capaci di comunione. Ecco perchè Giovanni vede una moltitudine immensa: vede un popolo. La santità non è mai un fatto privato. Il santo contribuisce a rendere più umano il mondo: ogni volta che un uomo perdona, il mondo diventa un po' più umano; ogni volta che qualcuno accoglie un povero o visita un infermo, il mondo diventa un po' più umano; ogni volta che una persona difende la dignità di un'altra persona, il mondo diventa un po' più umano; ogni volta che scegliamo la pace invece della violenza, la verità invece della manipolazione, il dono invece del possesso, il servizio invece del potere, il mondo diventa un po' più umano".
Lo ha detto nell'omelia di oggi in cattedrale l'arcivescovo di Firenze, Gherardo Gambelli nella festa di Tutti i Santi.
"Ed è allora così - ha proseguito - che se il mondo ci dice che è beato chi non ha bisogno di nessuno, Gesù ci dice 'beati i poveri in spirito', che sanno di essere bisogno; se il mondo ci dice beato chi riesce a imporsi, Gesù ci dice 'beati i misericordiosi', che sanno lasciarsi raggiungere dalle ferite dell'altro; se il mondo ci dice beato chi riesce a emergere a tutti i costi, anche a scapito degli altri, Gesù ci dice 'beati gli operatori di pace', che sanno vivere senza alimentare contrapposizioni; se il mondo ci dice beato chi sa andare avanti, senza guardare in faccia a nessuno, Gesù ci dice 'beati i puri di cuore' che non usano gli altri per i propri interessi; infine, se il mondo ci dice beato chi ottiene successi usando qualunque mezzo e stratagemma, Gesù ci dice 'beato chi ha fame e sete della giustizia' che non sa rassegnarsi davanti al male", ha concluso Gambelli.
Lo ha detto nell'omelia di oggi in cattedrale l'arcivescovo di Firenze, Gherardo Gambelli nella festa di Tutti i Santi.
"Ed è allora così - ha proseguito - che se il mondo ci dice che è beato chi non ha bisogno di nessuno, Gesù ci dice 'beati i poveri in spirito', che sanno di essere bisogno; se il mondo ci dice beato chi riesce a imporsi, Gesù ci dice 'beati i misericordiosi', che sanno lasciarsi raggiungere dalle ferite dell'altro; se il mondo ci dice beato chi riesce a emergere a tutti i costi, anche a scapito degli altri, Gesù ci dice 'beati gli operatori di pace', che sanno vivere senza alimentare contrapposizioni; se il mondo ci dice beato chi sa andare avanti, senza guardare in faccia a nessuno, Gesù ci dice 'beati i puri di cuore' che non usano gli altri per i propri interessi; infine, se il mondo ci dice beato chi ottiene successi usando qualunque mezzo e stratagemma, Gesù ci dice 'beato chi ha fame e sete della giustizia' che non sa rassegnarsi davanti al male", ha concluso Gambelli.
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