Arriva la Juventus per la Fiorentina. Servono altri punti

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Chi vince gode, chi perde spiega. Solitamente funziona così nello sport. Nel caso della Fiorentina, invece, c'è da spiegare in entrambi i casi. Nonostante il successo rimediato col Sassuolo, infatti, c'è più di un punto di domanda a cui Vanoli dovrà rispondere. Non tanto a parole, quanto coi fatti.
SCELTE. Che Oulai e Gonçalves siano in crescita è abbastanza evidente. Al contempo Fagioli è ormai in crisi da almeno 3-4 partite, con Ndour che non sta brillando ormai da un po' e Brescianini che fa sempre il suo, sì, ma niente di trascendentale. In vista della sfida con la Juventus di domenica, ultima prima di una nuova sosta, il grosso della curiosità starà proprio nelle scelte che farà Vanoli. Lasciare ancora una volta fuori Oulai per dare spazio a questo Fagioli, o non far giocare se non per una ventina di minuti Gonçalves, sarebbe la perfetta rappresentazione pratica del detto 'sbagliare è umano, perseverare è diabolico'. Anche Pellegrino si sta confermando più incisivo di Beto, così com'è abbastanza evidente la crescita di Njie. Se Mastantuono è giustamente intoccabile, la virata verso il 4-2-3-1 sembra inevitabile, con Njie e Mastantuono sulle corsie d'attacco e Gonçalves a supporto di Pellegrino. Attenzione al rientro di Atta, materiale buono su cui lavorare durante la sosta per Vanoli. E i due in mediana? Detto di un Oulai che non può non giocare per il dinamismo che sta evidenziando, il tandem più logico pare quello con Ndour. E' sostenibile? Sarà il campo a dirlo domenica sera.
CONTINUITA'. Una cosa è certa, la Fiorentina deve dare continuità al successo di Reggio Emilia. Sia all'interno delle singole partite, evitando di fare un primo tempo orribile come quello coi neroverdi, sia per provare a riaccendere la speranza di una luce in fondo al tunnel che adesso è più intensa, e che una vittoria contro la Juventus farebbe diventare un neon. La Fiorentina non vince due gare di fila in Serie A dall'aprile scorso, quando stese Verona e Lazio in successione. Con la Lazio arrivò anche l'ultima vittoria interna in A, motivo per pensare che sia giunta l'ora di interrompere il digiuno, oltre che di stendere la Juventus.
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