Sembra il fuggi fuggi da una nave che affonda: il pronto soccorso dell’ospedale fiorentino di Torregalli deve fare i conti con le dimissioni di sei medici, con l’organico che passa da 18 ad appena 12 dottori. Una situazione pesante, che sembra determinata dai carichi di lavoro pesantissimi.
Tutto comincia a gennaio, quando c’è la prima uscita: un medico si trasferisce per riavvicinarsi a casa. Nei prossimi giorni il terremoto: ad annunciare le dimissioni sono stati in 3, tutti assunti per concorso appena 11 mesi fa. Non è passato neppure un anno e hanno deciso di mollare per diventare medici di famiglia. A maggio prossimo, altri due addii: un’altra dottoressa che si trasferisce per ragioni famigliari e una seconda che invece andrà in pensione per raggiunti limiti di età.
Con un terzo del personale medico in meno, il primario del pronto soccorso di Torregalli, Gianfranco Giannasi, commenta: "Sono demoralizzato". E spiega che "il pronto soccorso non si può chiudere, per questo bisognerà fare quel che già succede a Santa Maria Nuova, Prato e Pescia, dove i medici di medicina interna vengono assegnati al pronto soccorso per coprire le carenze di organico. Ma dovrò valutare cosa fare dell’osservazione breve e dell’Hdu (l’osservazione sub intensiva, ndr), non posso tenerli aperti se il personale è questo".
Tutto comincia a gennaio, quando c’è la prima uscita: un medico si trasferisce per riavvicinarsi a casa. Nei prossimi giorni il terremoto: ad annunciare le dimissioni sono stati in 3, tutti assunti per concorso appena 11 mesi fa. Non è passato neppure un anno e hanno deciso di mollare per diventare medici di famiglia. A maggio prossimo, altri due addii: un’altra dottoressa che si trasferisce per ragioni famigliari e una seconda che invece andrà in pensione per raggiunti limiti di età.
Con un terzo del personale medico in meno, il primario del pronto soccorso di Torregalli, Gianfranco Giannasi, commenta: "Sono demoralizzato". E spiega che "il pronto soccorso non si può chiudere, per questo bisognerà fare quel che già succede a Santa Maria Nuova, Prato e Pescia, dove i medici di medicina interna vengono assegnati al pronto soccorso per coprire le carenze di organico. Ma dovrò valutare cosa fare dell’osservazione breve e dell’Hdu (l’osservazione sub intensiva, ndr), non posso tenerli aperti se il personale è questo".
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