Sono "accuse assurde, calunniose e contraddittorie contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri" quelle apparse oggi sui giornali. Così le ha definite l'avvocato della famiglia Berlusconi Giorgio Perroni, che ricorda la sentenza del Tribunale di Palermo che "esclude categoricamente che le donazioni di denaro di Berlusconi a Dell'Utri servissero per 'comprare il suo silenzio'". (LA NOTIZIA DI OGGI)
"Ancora una volta - ha osservato Perroni - leggiamo atti giudiziari riservati direttamente sui giornali, introdotti da titoli faziosi e fuorvianti. Ancora una volta leggiamo accuse assurde, calunniose e contraddittorie contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri. Ancora una volta, però, non leggiamo nemmeno una menzione della sentenza del Tribunale di Palermo dello scorso 13 marzo, dove si esclude categoricamente che le donazioni di denaro di Berlusconi a Dell'Utri servissero per 'comprare il suo silenzio'; come del resto già sostenuto in precedenti provvedimenti emessi in sede cautelare dallo stesso Tribunale, dalla Corte d'Appello di Palermo e, addirittura, dalla Corte di Cassazione. E ancora una volta, ovviamente, non leggiamo nemmeno un riferimento al fatto che tutti i precedenti filoni di indagine e tutti i processi che accostavano Silvio Berlusconi alle terribili stragi mafiose sono finiti nel nulla".
Quindi non c'è "niente di nuovo sotto il sole. Ma non possiamo rassegnarci per assuefazione davanti alla bruciante ingiustizia - ha concluso - di un vergognoso 'sistema' che non si placa nemmeno ora che Silvio Berlusconi non è più tra noi".
"Ancora una volta - ha osservato Perroni - leggiamo atti giudiziari riservati direttamente sui giornali, introdotti da titoli faziosi e fuorvianti. Ancora una volta leggiamo accuse assurde, calunniose e contraddittorie contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri. Ancora una volta, però, non leggiamo nemmeno una menzione della sentenza del Tribunale di Palermo dello scorso 13 marzo, dove si esclude categoricamente che le donazioni di denaro di Berlusconi a Dell'Utri servissero per 'comprare il suo silenzio'; come del resto già sostenuto in precedenti provvedimenti emessi in sede cautelare dallo stesso Tribunale, dalla Corte d'Appello di Palermo e, addirittura, dalla Corte di Cassazione. E ancora una volta, ovviamente, non leggiamo nemmeno un riferimento al fatto che tutti i precedenti filoni di indagine e tutti i processi che accostavano Silvio Berlusconi alle terribili stragi mafiose sono finiti nel nulla".
Quindi non c'è "niente di nuovo sotto il sole. Ma non possiamo rassegnarci per assuefazione davanti alla bruciante ingiustizia - ha concluso - di un vergognoso 'sistema' che non si placa nemmeno ora che Silvio Berlusconi non è più tra noi".
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