Daniela Barbaresi, membro della segreteria Cgil nazionale, ha parlato a margine del convegno della Cgil Toscana oggi a Scandicci

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"Un sistema sanitario che era d'eccellenza a livello mondiale, come riconosciuto anche dall'Oms, oggi si trova a vivere una condizione di forte fragilità, e rischia il collasso per la mancanza di risorse, per la mancanza di risposte anche in termini organizzativi". Lo ha affermato Daniela Barbaresi, membro della segreteria Cgil nazionale, a margine del convegno della Cgil Toscana 'Quando c'è la salute' oggi a Scandicci (Firenze).
    
"La risposta che dà il governo alla mancanza di personale, alle difficoltà oggettive - ha osservato -, è quella di far lavorare di più gli operatori sanitari, i medici, gli infermieri, gli Oss, personale sanitario allo stremo da tantissimo tempo. Quindi servono scelte organizzative diverse, serve garantire le risposte alle persone che oggi si trovano messe nelle condizioni di dover scegliere se curarsi a proprie spese o rinunciare alle cure. Questo per noi è inaccettabile".

    
Non dare al sistema le risorse necessarie, secondo Barbaresi, "significa mettere in discussione l'universalismo del sistema sanitario nazionale, significa non garantire risposte, non garantire il diritto alla salute riconosciuto dalla Costituzione, e certificare le profonde diseguaglianze che già oggi ci sono tra le persone e tra i territori. Diseguaglianze destinate ad aggravarsi nel caso in cui il progetto di autonomia differenziata dovesse concretizzarsi. Rispetto a questo noi non solo mettiamo in campo un'azione di coinvolgimento e partecipazione dei cittadini, ma proseguiremo nella mobilitazione". 
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