Per la sicurezza sui luoghi di lavoro "occorre un impegno più determinato da parte di tutti i soggetti coinvolti nei processi produttivi e poi da chi è preposto ai vari controlli". Lo ha affermato il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, nel suo saluto alla cerimonia di inaugurazione del Festival del Lavoro.
L'assessore al lavoro del Comune di Firenze, Benedetta Albanese, nel corso dei lavori "ha ricordato questo grave incidente - ha detto Betori - in cui sono morte cinque persone nel cantiere di via Mariti il 16 febbraio scorso. Si è levata un'attenzione corale da parte della cittadinanza del paese. In questa occasione vorrei soltanto ripetere le parole che ci ha detto il Papa: un appello alla sicurezza sui luoghi del lavoro, auspicando un maggiore impegno di quanti hanno la responsabilità di tutelare i lavoratori. E' un invito a percorrere una strada sia normativa che gestionale per rendere più dignitoso e sicuro il lavoro".
Secondo Betori, inoltre, "è necessario intrecciare un'alleanza tra l'ingresso dell'intelligenza artificiale e l'attenzione umanistica della cultura del lavoro nella quale noi viviamo", perché "l'uso dell'intelligenza artificiale non può limitarsi a un anonimo assemblaggio: deve essere accompagnato da un'adeguata formazione alla responsabilità, e una visione d'insieme per evitare che la deresponsabilizzazione personale e collettiva faccia sì che il progresso digitale possa avvenire contro la persona, e non invece rispettando la persona; contro la giustizia, e non invece cercando di promuoverla tra tutti i popoli".
L'assessore al lavoro del Comune di Firenze, Benedetta Albanese, nel corso dei lavori "ha ricordato questo grave incidente - ha detto Betori - in cui sono morte cinque persone nel cantiere di via Mariti il 16 febbraio scorso. Si è levata un'attenzione corale da parte della cittadinanza del paese. In questa occasione vorrei soltanto ripetere le parole che ci ha detto il Papa: un appello alla sicurezza sui luoghi del lavoro, auspicando un maggiore impegno di quanti hanno la responsabilità di tutelare i lavoratori. E' un invito a percorrere una strada sia normativa che gestionale per rendere più dignitoso e sicuro il lavoro".
Secondo Betori, inoltre, "è necessario intrecciare un'alleanza tra l'ingresso dell'intelligenza artificiale e l'attenzione umanistica della cultura del lavoro nella quale noi viviamo", perché "l'uso dell'intelligenza artificiale non può limitarsi a un anonimo assemblaggio: deve essere accompagnato da un'adeguata formazione alla responsabilità, e una visione d'insieme per evitare che la deresponsabilizzazione personale e collettiva faccia sì che il progresso digitale possa avvenire contro la persona, e non invece rispettando la persona; contro la giustizia, e non invece cercando di promuoverla tra tutti i popoli".
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