Così Mirko Lami del Dipartimento salute a sicurezza della Cgil Toscana e Alessia Gambassi, segretaria generale della Fillea Cigl Toscana

"Ci eravamo appellati a mezzo stampa nel mese di giugno alle istituzioni per emettere ordinanze che vietassero di svolgere attività a forte rischio termico, in particolari fasce orarie della giornata. La Regione Toscana, con il presidente Giani e l'assessore Bezzini, ha risposto con una ordinanza che va esattamente in quella direzione, a dimostrazione della loro attenzione alla qualità e alla sicurezza del lavoro". Così, in una nota, Mirko Lami del Dipartimento salute a sicurezza della Cgil Toscana e Alessia Gambassi, segretaria generale della Fillea Cigl Toscana.

"Gli eventi di calore estremo, come quello che stiamo vivendo in questi giorni, possono causare problemi di salute significativi come colpo di calore e altre malattie legate allo stress da calore - proseguono -. L'esposizione eccessiva allo stress termico aumenta il rischio di infortuni purtroppo talvolta anche mortali. I lavoratori che svolgono la loro mansione all'aperto, come gli edili, i cavatori, sono a rischio anche di una maggiore esposizione ai raggi uv con conseguente possibilità di scottature solari e in ultima analisi anche di sviluppo di gravi malattie della pelle. Anche i lavoratori che svolgono la loro prestazione lavorativa all'interno delle fabbriche sono a rischio di maggiore stress da calore, in particolare chi lavora in edifici scarsamente raffreddati, chi svolge lavori fisici pesanti e deve utilizzare dpi in condizioni di caldo. Da tempo chiediamo alle imprese, per mitigare i rischi, l'attivazione della Cigo in caso di temperature superiori a 35 gradi o, anche inferiori, ma percepite come elevate e di rimodulare orari e carichi di lavoro tramite accordi con Rsu e Oo.Ss. e sollecitiamo maggiore vigilanza da parte degli organismi proposti".
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