Il tecnico del Celje spinge i suoi verso l'impresa

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Alla vigilia della sfida di ritorno dei quarti di finale di Conference League tra Fiorentina e Celje, in programma allo stadio Franchi (si riparte dal 2-1 per i viola), l’allenatore della formazione slovena, Albert Riera, prova a caricare la sua squadra, con la consapevolezza della differenza dei valori ma anche il coraggio di chi vuole fare l'impresa lontano da casa.

 “È stato meglio non pareggiare all’andata? No- dice il tecnico spagnolo- preferisco sempre trovarmi in vantaggio. Però è vero: nella preparazione sia dell’andata che del ritorno, ho ragionato partendo dal fatto che non avevamo nulla da perdere, solo da guadagnare. Dobbiamo superare questa sorta di ‘blocco emotivo’ che a volte colpisce i giocatori, come quando si esce per un caffè con la prima ragazza e si ha lo stomaco sottosopra. Ora conosciamo meglio l’avversario e anche loro hanno avuto modo di capire di cosa siamo capaci. Sarà un match equilibrato, da giocare a viso aperto, senza timori. Non partiamo battuti, non lo accetterei mai. La partita va affrontata, e il fattore decisivo sarà la nostra organizzazione senza palla”.

Sulla partita sa benissimo Riera che all'andata una buona percentuale di colpa ce l'ha avuta proprio la squadra viola, troppo distratta in alcune fasi del match: "Se concediamo facilmente il pallone o spazi- continua- si fa dura per noi. Ma se riusciamo a mettere in atto la nostra strategia e a renderli scomodi nella gestione della palla, potremmo anche zittire lo stadio. Serviranno coraggio, possesso e capacità di reazione. La nostra risposta dopo ogni perdita del pallone sarà fondamentale. Se segnano per primi, non dobbiamo andare nel panico. È certo che dobbiamo fare almeno un gol, ma novanta minuti sono lunghi e vanno affrontati con grande lucidità. L’approccio mentale è fondamentale: ci saranno momenti difficili, altri più favorevoli. L’importante è mantenere la nostra identità e giocare sempre come se fossimo sullo 0-0. La coerenza nel gioco porta risultati”.


E se Palladino ha fatto capire che le parole battagliere pronunciate dopo l'andata da parte di Riera hanno lasciato il segno, lo stesso Riera è tornato sulle motivazione  e gli stimoli prima di una gara del genere.  "Le squadre considerate piccole osservano con molta attenzione quelle più grandi. Noi non abbiamo nulla da perdere: affrontiamo una formazione che ha disputato due finali consecutive ed è favorita. Ma, come ho detto, è un po’ come il primo appuntamento con una ragazza. Sono sicuro che ora ci rispettano di più. Abbiamo imparato a conoscerli, ma la gara di domani sarà completamente diversa rispetto alla scorsa”.
Non è mancato nemmeno un momento amarcord per Riera, era il settembre 2009 e un Liverpool stellare (Gerrard, Reina e Torres in campo) cadeva a Firenze esotto i colpi di Jovetic, Reira in panchina per 90 minuti. "Ricordo che ci si mette un’eternità dagli spogliatoi al campo! (ride). Ma domani sarà tutta un’altra storia: si va in campo per lottare e provare a vincere. Voglio che i miei giocatori abbiano fiducia. Tattica e tecnica sono importanti, ma lo è anche la convinzione di poterci riuscire”.
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