Una doppia indagine per fare chiarezza sulle cariche della polizia avvenute durante una manifestazione studentesca in favore della Palestina alla quale partecipavano soprattutto giovani delle scuole medie superiori di Pisa.
Se la procura pisana ha aperto un fascicolo per fare luce sulle responsabilità penali durante gli scontri, anche il Dipartimento della pubblica sicurezza ha disposto accertamenti di carattere amministrativo per capire cosa non ha funzionato durante il servizio d’ordine pubblico.
Il questore di Pisa Sebastiano Salvo, durante un incontro in prefettura con i sindacati Cgil, Cisl e Uil, ha ammesso che c’è stato «un problema di gestione della piazza, dal punto di vista organizzativo e operativo, a suo avviso causato dal fatto che non erano chiari gli obiettivi del corteo».
E la prefetta Maria Luisa D’Alessandro ha rassicurato le organizzazioni sindacali «che non è stata data alcuna indicazione particolare per reprimere con la forza e i manganelli le manifestazioni in generale e, nello specifico, quelle pro Palestina».
Spetta ora alla magistratura – che sabato mattina ha ricevuto una prima informativa dalla questura – indagare in merito alle responsabilità delle manganellate contro i manifestanti. Dare cioè risposte in tempi rapidi e certe per chiarire i fatti – documentati da una serie di video – che hanno suscitato polemiche e indignazione, diventando un caso nazionale.
La questura, sabato mattina, ha depositato un’informativa, corredata dai filmati girati dai poliziotti durante il corteo non autorizzato. Gli inquirenti, stando a quanto si apprende, si concentreranno sui video diffusi sui social, ma anche su quelli girati e acquisiti dai docenti del liceo artistico “Russoli” di fronte al quale si sono verificati gli scontri.
Così come non è escluso che possano essere acquisite tutte le immagini riprese dalle telecamere del sistema di videosorveglianza comunale.
Altri accertamenti riguarderanno la catena di comando incaricata del servizio di ordine pubblico per chiarire se è stato dato l’ordine di caricare e chi eventualmente lo ha dato. Questo è il punto: capire cosa ha innescato il corto circuito che ha dato il via agli scontri e alle manganellate conclusi con più di 10 manifestanti rimasti feriti e due agenti costretti a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso.
Così come non è escluso che possano essere acquisite tutte le immagini riprese dalle telecamere del sistema di videosorveglianza comunale.
Altri accertamenti riguarderanno la catena di comando incaricata del servizio di ordine pubblico per chiarire se è stato dato l’ordine di caricare e chi eventualmente lo ha dato. Questo è il punto: capire cosa ha innescato il corto circuito che ha dato il via agli scontri e alle manganellate conclusi con più di 10 manifestanti rimasti feriti e due agenti costretti a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso.
L’informativa comprende l’ordinanza a firma del questore, con le indicazioni sulle modalità di svolgimento del servizio d’ordine pubblico con l’impiego anche di due squadre del Reparto mobile di Firenze. Così come sono stati indicati i nomi di tutto il personale in servizio, con i rispettivi ruoli e quindi di tutta la catena di comando, a cominciare dal dirigente responsabile del servizio. Ci sono poi i contro-video, quelli girati dalla polizia e i nomi di alcuni dei manifestanti identificati in seguito a condotte illecite.
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