Il giorno del compleanno di Stefano Pioli poteva trasformarsi in un momento di gioia, ma la realtà è ben diversa e racconta di una formazione viola che staziona all'ultimo posto con appena tre punti, allo stesso livello di Genoa e Pisa, e di un allenatore che si trova a dover individuare soluzioni nel mezzo di una tempesta. La questione fondamentale emerge con evidenza: i viola hanno disperso una quantità eccessiva di punti dopo essersi portati avanti nel punteggio, una tendenza che li colloca al primo posto negativo sia nel panorama italiano che europeo per questa particolare statistica, condividendo questo poco invidiabile primato con l'Atletico Madrid.
I dati parlano senza pietà: ben 11 punti sono evaporati partendo da posizioni di vantaggio, un bottino che avrebbe potuto stravolgere completamente l'andamento della stagione — con 15 punti complessivi la formazione si ritroverebbe nella scia di Inter e Napoli. Lo scenario si è replicato in diverse occasioni: dal pareggio amaro ottenuto a Cagliari, suggellato dalla rete di Luperto al minuto 95, passando per la sconfitta casalinga contro il Como, dove i viola, in vantaggio grazie a Mandragora, sono capitolati negli ultimi minuti. Identica sorte nella sfida con la Roma, che ha ribaltato il gol iniziale di Kean nell'arco di pochi istanti, fino all'episodio di San Siro, quando il Milan ha cancellato l'illusione creata dalla marcatura di Gosens attraverso la doppietta realizzata da Leao. Quattro incontri, quattro vantaggi dissipati, tre sconfitte che riportano lo stesso risultato: 2-1. Un destino crudele che mette in luce la vulnerabilità mentale e tattica della compagine.
Incapace di amministrare le situazioni di vantaggio e di conquistare l'intera posta in palio. L'assenza totale di vittorie trova spiegazione anche in questo elemento. Con una debolezza psicologica che inizia a generare apprensione. Una circostanza del genere può verificarsi, due volte persino. Ma nel momento in cui si manifesta con sistematica e allarmante frequenza, si trasforma in una questione tutt'altro che trascurabile.
L'unico spiraglio all'interno di un panorama così desolante proviene dalla Conference League, competizione nella quale la Fiorentina ha dimostrato capacità di preservare i vantaggi acquisiti ed esibire compattezza nel reparto arretrato. Nelle affermazioni ottenute di fronte a Polissya e Sigma Olomuc la squadra non ha mai incassato reti, e perfino nell'incontro di ritorno disputato in territorio ucraino, dopo essersi trovata in svantaggio di due marcature, è riuscita a recuperare dimostrando personalità. È proprio da quell'approccio, caratterizzato da coesione e attenzione, che Pioli intende ricostruire. Giovedì nella capitale austriaca sarà necessario ritrovare esattamente quella versione della Fiorentina: pratica, determinata e in grado di rispondere alle difficoltà
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