Da un 2023 spaziale ad un 2024 con sole 4 vittorie in 19 gare. L'involuzione di una squadra bipolare

Le due facce della Fiorentina in questo 2024 le abbiamo viste alternarsi ben poco in realtà. I viola sono stati spesso infatti una squadra spenta, senza idee, incapace di esprimere gioco e segnare e, quindi, di vincere. Paradossalmente però, quando per pochi sprazzi la seconda personalità della squadra di Vincenzo Italiano è tornata a galla, si è vista una fiorentina trascinante e trascendentale: una marea viola capace di sommergere e spazzare via i propri avversari. Ma quattro sole volte in quattro mesi e mezzo davvero è troppo poco. La Fiorentina infatti è riuscita a vincere solamente 4 gare delle 19 disputate in tutte le competizioni: al Franchi sono andate ko Frosinone, Lazio e Atalanta in Coppa Italia, mentre a Budapest la Fiorentina ha sconfitto allo scadere il Maccabi Haifa. Il conto delle vittorie si esaurisce qui, con poi 8 pareggi e 7 sconfitte. Vorremmo una squadra che sia più spesso il dottor Jekyll, presente a se stessa e capace di fare cose meravigliose grazie al talento dei suoi migliori calciatori ed alle puntuali decisioni dell'allenatore. Ma ci ritroviamo più spesso una Fiorentina in versione Mister Hyde, maggiormente propensa a commettere atti (calcisticamente) impuri e deprecabili e tanto schizofrenica quanto imprevedibile. Come si spiega la doppia personalità di questa squadra? Se nel racconto di Stevenson è una potente droga ideata dal dottor Jekyll stesso a dare vita alla personalità malvagia e latente di mister Hyde, nel caso della Fiorentina invece è difficile dire quale sia il fattore che ha scatenato questa involuzione di una squadra che aveva vissuto un anno solare 2023 ricco di vittorie e con una media punti altissima.

Come è possibile che la squadra vista in Coppa Italia contro l'Atalanta, in campionato contro Roma e Lazio (solo per citare le gare più recenti) sia la stessa che ha perso con la Juventus e pareggiato a reti inviolate con il Viktoria Plzen? Questo è ciò che tutti si chiedono. Oltre a domandarsi, legittimamente, quali ambizioni di vittoria in Coppa Italia o Conference League possa avere una squadra con un tale rendimento. La risposta potrà darla solo il campo, nel frattempo però forse è giusto ribaltare, al netto dei numeri di questo 2024, la domanda che ci siamo posti poco prima. Ossia: com'è possibile che la squadra vista contro Juventus e Viktoria Plzen sia la stessa che è stata in grado di giocare grandi partite contro Atalanta, Lazio e Roma?  Probabilmente dovremmo iniziare a considerare le grandi partite giocate dalla Fiorentina di recente non come qualcosa di normale, bensì come eventi straordinari incastonati in una realtà fatta di grande grigiore e mestizia (8 pareggi e 7 sconfitte appunto) e ribaltare dunque la prospettiva e abbassare le aspettative su una squadra che, ultimamente, si sta esprimendo a livelli davvero bassi.

Alcune cause di questa situazione sono ben note, come lo scarso stato di forma di alcuni dei migliori giocatori a disposizione di mister Vincenzo Italiano e, non ultima, la continua e persistente (nonostante l'arrivo del ‘’gallo’’ Belotti a gennaio) incapacità di questa squadra di andare in rete con costanza ed abbondanza. In fondo non è chiaro se sul campo faccia più comodo essere dottor Jekyll o Mister Hyde. Entrambe le personalità hanno lati ''positivi'' che potrebbero avere risvolti interessanti se applicati sugli avversari, ma ciò che conta in questo finale di stagione (nel quale la Fiorentina ha ancora la possibilità di alzare ben due trofei, è giusto ricordarlo) è che questa squadra, questo gruppo, scelgano chi e cosa vogliono essere e, pregi e difetti, vadano fino in fondo per spezzare questa lunga astinenza di vittorie che alberga ormai da un più di un ventennio nel cuore di chi ama il colore viola.        

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