L'assenza di Kean e le difficoltà tattiche mettono in crisi le ambizioni europee della squadra

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La sconfitta della Fiorentina contro il Como ha messo in luce gravi difficoltà per la squadra, che ha mostrato una prestazione priva di idee e di gioco. Nonostante un buon inizio, con alcune azioni pericolose di Zaniolo, la squadra ha faticato a imporsi e si è fatta facilmente superare da un Como che ha sfruttato al meglio le proprie qualità. Gli acquisti di gennaio, in particolare Zaniolo e Fagioli, non hanno avuto l’impatto sperato, risultando poco incisivi nel corso del match. La presenza di Gudmundsson, anche lui protagonista di un rendimento sottotono, non ha fatto che accentuare i problemi tattici e fisici della Fiorentina, già evidenti dalla scarsa incisività in attacco.

L’assenza di Moise Kean, il terminale offensivo principale, è emersa come una lacuna fondamentale: senza un punto di riferimento lì davanti, la squadra ha faticato a trovare la via del gol contro un avversario che aveva concesso reti in ogni partita esterna. Nonostante l’inserimento di nuovi giocatori, la qualità della manovra non è migliorata, e la Fiorentina ha subito la quarta sconfitta nel 2025, mettendo in discussione le ambizioni di Champions. Questo passo falso obbliga il tecnico Palladino a rivedere le sue scelte e a ponderare con maggiore attenzione le prossime mosse, considerando che le restanti partite saranno decisive per non perdere il treno per le coppe europee.

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