Dalla Martinella alle cerimonie in centro. Circa 50 manifestanti pro Palestina in piazza. La sindaca: «Non dobbiamo abituarci alla sofferenza degli altri popoli»

Era l’11 agosto 1944 quando a Firenze suonò la Martinella e la città insorse contro il nazifascismo. E oggi, come ogni 11 agosto, Firenze ha ricordato quel momento. Martedì 11 agosto 2026 la città celebra l’82° anniversario della Liberazione, con una mattinata di cerimonie istituzionali che ha unito la memoria della Resistenza ai richiami alle guerre e ai conflitti del presente, con un’attenzione particolare a quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza.

La giornata si è aperta alle 7 con il suono della Martinella, la campana della Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio che l’11 agosto 1944 annunciò alla città l’insurrezione e la riconquista della libertà. Presenti la sindaca Sara Funaro, l’assessora alla Cultura della Memoria Benedetta Albanese, il presidente del Quartiere 1 Mirco Rufilli e Simone Guaita, pronipote di Maria Luigia Guaita. Staffetta partigiana e sorella del nonno di Simone, proprio all’alba dell’11 agosto 1944 Guaita portò a Palazzo Vecchio il segnale dell’insurrezione, contribuendo a far suonare la Martinella e a issare il Tricolore sulla Torre di Arnolfo.

«L’emozione ogni volta è sempre più forte», ha detto Funaro, ringraziando in particolare Simone Guaita per la sua presenza. «Ogni volta è un’emozione grandissima per il ricordo della storia di Firenze ma anche e soprattutto perché ci fa riflettere sul presente e sul futuro e sulle troppe guerre che ci sono, e su quanto c’è bisogno di pace e di tutela dei cittadini di tutto il mondo».

La sindaca ha richiamato anche il rischio del revisionismo e la crescita delle tensioni internazionali. «In un giorno come questo la Martinella deve suonare non solo per ricordare il passato, ma anche per il presente e per il futuro». Un messaggio ribadito più tardi dall’Arengario di Palazzo Vecchio, con parole molto nette sulla guerra a Gaza: «Basta col massacro dei civili palestinesi, la popolazione è stremata. Bisogna fermare il governo Netanyahu, mettere a tacere le armi. I due Stati devono essere liberi».

Funaro ha quindi legato il messaggio dell’11 agosto alla necessità di costruire una cultura di pace: «Firenze sa che la pace è un lavoro quotidiano, costruire ponti è necessario in un momento storico come questo. Non dobbiamo abituarci alla sofferenza degli altri popoli». La sindaca ha parlato anche di Ceuta e del tema delle migrazioni: «La politica ha il dovere di governare le paure: l’Europa ha bisogno di responsabilità comune. Basta muri, il nostro governo dovrebbe capirlo».

Circa 50 manifestanti pro Palestina alle celebrazioni

A fare da sfondo alle celebrazioni anche una folta presenza di manifestanti a sostegno della Palestina, circa una cinquantina. In piazza sono comparse bandiere palestinesi e uno striscione con la scritta: «Firenze è libera dal ’44, ora tocca alla Palestina», collegando simbolicamente la memoria della Liberazione fiorentina alla richiesta di libertà per il popolo palestinese.

Il programma istituzionale è proseguito alle 9.45 in piazza dell’Unità Italiana, con la deposizione di una corona d’alloro al Monumento ai Caduti di tutte le guerre alla presenza delle autorità civili, religiose e militari, dei Gonfaloni del Comune di Firenze, della Regione Toscana, della Città Metropolitana e dei Comuni dell’area metropolitana, oltre alle associazioni partigiane, combattentistiche e d’arma.

Da qui il corteo istituzionale si è diretto verso piazza della Signoria, con una tappa dal forte valore simbolico davanti al Palagio di Parte Guelfa per rendere omaggio alle donne partigiane. Un riconoscimento alle protagoniste della Resistenza che assume un significato particolare nell’anno dell’ottantesimo anniversario del primo voto delle donne.

Dalle 10.30 sull’Arengario di Palazzo Vecchio la cerimonia istituzionale, aperta dallo squillo delle Chiarine e dall’esecuzione dell’Inno nazionale e di quello europeo. Insieme alla sindaca sono intervenuti la presidente di Anpi Firenze Vania Bagni e Vannino Chiti, presidente dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea.

Ad accompagnare le celebrazioni anche “Memorie Manifeste”, la mostra immersiva nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio dedicata al ruolo fondamentale delle donne nella Resistenza. Attraverso le opere digitalizzate di Luchadora, Alessandra Marianelli, ed Ex_Moveo, Silvia Mongardini, l'esposizione intreccia arte contemporanea, ricerca storica e memoria civile, riportando al centro le storie delle donne che contribuirono alla Liberazione di Firenze e alla costruzione della democrazia italiana.

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