A San Donnino saranno trattati i rifiuti elettrici ed elettronici. Giorgio: «Demolizione necessaria per il degrado strutturale»

Addio alle due ciminiere che svettano nel panorama della piana fiorentina, addio all’inceneritore di San Donnino, il corpo principale della struttura è troppo ammalorato, non verrà riqualificato e riconvertito come previsto dal piano iniziale, ma sarà demolito per fare spazio al nuovo impianto per la chiusura del ciclo dei Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche).

Con lo scheletro del vecchio inceneritore se ne va così l’immagine tangibile di un pezzo di storia della città e degli anni di lotta che portarono alla sua chiusura. Votato ieri in consiglio comunale il riassetto generale dell’impianto di San Donnino come richiesto da Alia. «L’aggiornamento di schema progettuale – ha spiegato in aula l’assessore all’ambiente Andrea Giorgio - è dovuto al fatto che sono iniziati i lavori e che sono state fatte delle valutazioni strutturali che hanno portato Alia a chiedere una modifica del progetto».

Giorgio ripercorre quindi i punti previsti dal piano: «Lo schema approvato nel 2022 prevedeva otto interventi: le nuove tettoie, i nuovi edifici per l’impianto di trattamento dei Raee, il recupero funzionale dell’ex inceneritore, l’impianto di depurazione delle acque, una nuova unità operativa per i servizi, un nuovo distributore del metano, un centro di raccolta e un sistema di sicurezza idraulica».

Intervenire sulla vecchia struttura, come è emerso dalle prima valutazioni, provocherebbe problemi tecnici e un aumento dei costi connessi. Tra le criticità riscontrate si contano infatti: instabilità dell’armatura, ammaloramenti del calcestruzzo e lesioni. «Le modifiche e l’abbattimento della struttura – evidenzia ancora - comporteranno un miglioramento dell’insediamento paesaggistico».

«Il progetto – spiega l’assessore all’ambiente - si inserisce in una strategia di economia circolare. All’interno dell’impianto sarà trattato il Raee e ci sarà una linea dedicata al trattamento di fine vita dei pannelli fotovoltaici, con l’ambizione di trattare 65mila tonnellate l’anno e costruire una filiera sul nostro territorio per il trattamento della materia prima e seconda».

«È un progetto finanziato con fondi Pnrr e sarà reso operativo nel più breve tempo possibile». I tempi sono quelli dettati dal Pnrr, inizio dei lavori quest’anno, ma le attività di messa in sicurezza dell’area di cantiere stanno già andando avanti, e avvio dell’impianto nel 2026. Ma la struttura può rappresentare un passo in avanti anche per quanto riguarda il tema della sicurezza sul lavoro.

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