Un punto che vale poco in classifica ma tanto per il morale, mentre le statistiche degli ultimi campionati dipingono uno scenario preoccupante per i viola

Il pareggio conquistato dalla Fiorentina sul campo del Genoa può essere interpretato secondo prospettive diverse. C'è chi vede l'ennesima chance sprecata per rilanciarsi in classifica, chi invece scorge un primo timido segnale di inversione di tendenza dopo un periodo drammatico. In questa fase delicata della stagione, Vanoli e la sua squadra devono forse accontentarsi: strappare un punticino in trasferta contro un'avversaria diretta nella corsa per non retrocedere può rappresentare più un beneficio psicologico che un vantaggio concreto nei punti. La situazione attuale impone di accettare che il cammino sarà irto di ostacoli fino all'ultima giornata, e il nuovo tecnico ne è perfettamente consapevole. Per questa ragione sollecita pazienza e realismo nell'ambiente, riconoscendo che il processo di rinascita dovrà passare attraverso partite sporche, battagliere, talvolta prive di spettacolo.

La scelta tattica di Vanoli è ricaduta sul 3-5-2, sistema di gioco che la squadra padroneggia e che ha ritenuto adeguato, almeno in questa primissima fase, per una Fiorentina in evidente affanno. In assenza di Kean, Vanoli ha dato fiducia a Piccoli in avanti e ha preferito Sohm a Fagioli, optando per muscoli e pragmatismo invece che per qualità tecniche raffinate. Il messaggio appare inequivocabile: servono grinta e spirito combattivo, non eleganza fine a se stessa.

Tuttavia, le vulnerabilità difensive continuano a condizionare negativamente i viola: il primo gol subito a Marassi è arrivato ancora una volta da palla inattiva, confermando una fragilità preoccupante in questo fondamentale. Il dato è emblematico: nelle prime 11 giornate di questo campionato, la Fiorentina ha incassato su calci piazzati lo stesso numero di reti subite nell'intera scorsa stagione. Vanoli dovrà concentrarsi intensamente su questo aspetto se intende davvero cambiare il corso degli eventi.

Il punto strappato in Liguria rappresenta dunque una boccata d'aria e un segnale di resistenza, ma il percorso verso una salvezza tranquilla appare ancora lungo e disseminato di pericoli, rendendo prematuro qualsiasi eccesso di ottimismo. Come evidenziato da violanews.com attraverso un'analisi statistica dei precedenti 18 campionati di Serie A, considerando principalmente due parametri - il numero di squadre effettivamente retrocesse tra quelle nelle ultime tre posizioni dopo 11 giornate e la percentuale di retrocessioni per formazioni che avevano raccolto al massimo 5 punti in quel frangente - emerge un quadro inquietante. I dati indicano una probabilità di retrocessione in Serie B del 63% secondo il primo parametro e addirittura del 94% secondo il secondo criterio.

In definitiva, il risultato di Genova resta preferibile all'ennesima sconfitta, ma per permettere a questa squadra di guardare al futuro con reale fiducia ci vorrà molto, molto di più.

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