Giani ha ribadito l'impegno della Regione per il rilancio della tenuta

Riapre al culto la cappella di Santo Stefano della tenuta confiscata di Suvignano. Il presidente della Regione Eugenio Giani e' intervenuto nel corso della tavola rotonda dedicata a lavoro e agricoltura, che ha preceduto la celebrazione della messa per salutare il ritorno al culto della chiesetta. All'incontro hanno preso parte tra gli altri la presidente della commissione antimafia Chiara Colosimo e la sottosegretaria all'interno Wanda Ferro, il cardinale e arcivescovo di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino Augusto Paolo Lojudice, oltre alla vicepresidente della Regione (con deleghe all'agricoltura), Stefania Saccardi, l'assessore regionale alla legalità Stefano Ciuoffo, i vertici di Ente Terre, l'agenzia in house dell'amministrazione toscana a cui è affidata la gestione della tenuta.

Giani ha ribadito l'impegno della Regione per il rilancio della tenuta. Ha ricordato la recente presentazione dell'Ostello della legalità, finanziato con risorse regionali, che presto avvierà le attività ricettive facendo da punto-tappa per ragazze e ragazzi impegnati contro le mafie e per turisti appassionati di cammini lungo la via Francigena. "Occorre creare - ha detto il presidente - una sempre maggiore integrazione tra le attività di formazione che oggi si svolgono per consolidare la cultura della legalità e l'impegno antimafia, il turismo, l'agricoltura, in modo da dare il senso di un luogo che diventa fonte di civiltà, di lavoro, incontro tra i giovani".

"Di recente - ha ricordato Saccardi - la Regione ha presentato anche il piano industriale per sviluppare ulteriormente attività agricola biologica e zootecnica, valorizzando qualità e rispetto per l'ambiente. La tenuta può diventare il simbolo della volontà collettiva delle istituzioni, dello Stato della capacità di saper gestire un bene con legalità ed efficienza e di dimostrare la propria forza".

Ciuoffo ha evidenziato come: "Suvignano sia l'esempio di riferimento dell'impegno della Toscana per la riqualificazione dei beni in confiscati alle mafie. A Suvignano la Regione opera con strutture e risorse proprie". L'assessore ha evidenziato che: "La Regione, continuerà a investire risorse perché l'obiettivo è recuperare totalmente il patrimonio affidatogli, a partire dall'edificio principale, la villa, che necessita di sei milioni di euro per la ristrutturazione. Ma la Regione non può essere lasciata da sola ed è auspicabile condivisione e compartecipazione nel progetto Suvignano".
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