L'ex terzino viola ha parlato a Radio Bruno del difensore tedesco, dell'allenatore Pioli e del suo ruolo nella nuova Pistoiese

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In passato giocatore della Fiorentina in due occasioni, fra il 1982 e il 1989 e di nuoov fra il 1991 e il 1993, Stefano Carobbi è intervenuto a Radio Bruno ricordando la sua carriera: “Mi ricordo bene la mia mamma che ascoltava la radiocronaca della Fiorentina. La squadra viola mi è rimasta dentro, anche se sono stato bene a Milano”.

Adesso a sinistra, la stessa posizione in cui giocava Carobbi, c’è Gosens: “Grandissimo giocatore, è un vero e proprio leader che sta facendo molto bene. È un elemento importantissimo” mentre su Parisi, l’altro terzino, il giudizio è meno morbido “avevo aspettative alte per lui perché era un elemento di qualità all’Empoli, io penso che l’assenza di continuità lo abbia un po’ limitato. Lui è un giocatore molto rapido e veloce, ma non può avere troppe indecisioni nel corso della partita. Io penso che abbia perso un po’ di certezze”.

Il modulo messo in campo da Pioli, ovvero il 3-5-2, sembra il modulo più adatto per Gosens e Dodo: “Consente loro di esprimersi al meglio, anche se il tedesco ha saputo fare bene in qualunque occasione in cui è stato chiamato”.

Un commento su Pioli: “Abbiamo guadagnato dal punto di vista caratteriale dell’allenatore, lo vedo concentrato e con un certo ruolo sul mercato. Soprattutto si fa saper ascoltare e rispettare da tutti. Io mi ricordo di Baggio, lui all’epoca si scontrava con gli allenatori che avevano carisma, c’era quasi competizione. Per quanto riguarda Pioli, mi piace il fatto che sia la persona adatta per portare ad alti livelli un giocatore o lanciare un giovane: lui la tirata d’orecchi te la da subito, non si fa problemi a dire le cose come stanno e questo può essere un elemento positivo”.

Infine una parola sul progetto della Pistoiese: “Sono felice perché a mio padre avevo promesso che avrei finito di giocare alla Pistoiese, ma alla fine non se ne fece nulla. Adesso vedo un progetto serio ed organizzato, si sta cercando di tornare fra i professionisti dando importanza anche al settore giovanile, nel quale devo dire ci sono diversi ragazzi interessanti”.

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