Il cantautore Francesco Guccini ha ricevuto il premio Francovich “per aver cantato il mondo medievale accompagnandoci dall’antica Bisanzio fino ai mistici orizzonti di Marco Polo e Cristoforo Colombo”. La cerimonia di premiazione si è svolta durante la giornata di apertura della decima edizione di TourismA, a Firenze.
Intervistato in esclusiva da "Firenze e Dintorni", Guccini ha parlato di diversi temi. Queste alcune parole del Maestro:
PREMIO FRANCOVICH - “Questo è un premio come autore di canzoni, è stato un piacere riceverlo”.
BOLOGNA - “Non vivo più a Bologna dal 2000, la città mi spaventa, con il traffico e il caos”.
L'AMORE PER LE CARTE - “Il più grande giocatore di carte delle osterie? A carte si vince e si perde... anche se oggi non è come una volta, si gioca meno rispetto al passato. Il mio gioco preferito a carte? Tutti i giochi italiani, ma non ho mai scommesso neanche un caffè, giocavo solo per il piacere di giocare. A Bologna si giocava a "Tarocco" / "Tarocchino", era un gioco rinascimentale diffuso anche a Firenze con il nome di "Le minchiate fiorentine”.
FIRENZE - “Il mio rapporto con Firenze? Ho sempre avuto un ottimo pubblico lì. Ho tanti amici a Firenze e Pistoia, uno per esempio è scomparso poco fa, Sergio Staino, aveva 6 giorni più di me, siamo nati nei giorni della dichiarazione della guerra. Il prossimo album? No, basta. Adesso solo libri”.
Intervistato in esclusiva da "Firenze e Dintorni", Guccini ha parlato di diversi temi. Queste alcune parole del Maestro:
PREMIO FRANCOVICH - “Questo è un premio come autore di canzoni, è stato un piacere riceverlo”.
BOLOGNA - “Non vivo più a Bologna dal 2000, la città mi spaventa, con il traffico e il caos”.
L'AMORE PER LE CARTE - “Il più grande giocatore di carte delle osterie? A carte si vince e si perde... anche se oggi non è come una volta, si gioca meno rispetto al passato. Il mio gioco preferito a carte? Tutti i giochi italiani, ma non ho mai scommesso neanche un caffè, giocavo solo per il piacere di giocare. A Bologna si giocava a "Tarocco" / "Tarocchino", era un gioco rinascimentale diffuso anche a Firenze con il nome di "Le minchiate fiorentine”.
FIRENZE - “Il mio rapporto con Firenze? Ho sempre avuto un ottimo pubblico lì. Ho tanti amici a Firenze e Pistoia, uno per esempio è scomparso poco fa, Sergio Staino, aveva 6 giorni più di me, siamo nati nei giorni della dichiarazione della guerra. Il prossimo album? No, basta. Adesso solo libri”.
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