Il quartiere di Fabiani e La Pira non è più il Bronx, ma resta l’antica paura di essere dimenticati

Un tempo era solo un isolotto tra l’Arno e un suo ramo secondario lungo via Torcicoda, che proprio perché ne seguiva le anse in maniera sinuosa come la coda di un gatto, prese il buffo nome. Poi arrivarono i sindaci Fabiani e La Pira che qui videro la nuova frontiera urbanistica e sociale di Firenze, creando la città giardino che è.

Ma oggi, si chiede oggi La Nazione Firenze, cosa farebbero gli isolottini, se fossero loro stessi sindaci?
 Il giro non può che partire dalla rinnovata piazza cuore del quartiere. "Prima cosa aumenterei la pulizia delle strade, pago 187 euro di Tari e i cassonetti hanno tutto il sudicio fuori – sciorina Carlo Mannucci, anziano che fa crocchio con gli amici sulle panchine accanto al vivace mercato – Poi in questa piazza hanno fatto un buon lavoro ma c’è tutta terra che diventa fango quando piove".

Soprattutto – ammonisce – bisogna stare attenti alla droga che è tornata, certo fino agli anni ‘80 era peggio, questo quartiere lo chiamavano il Bronx mentre ora è ricercatissimo, come lasci una casa c’è un esercito che la vuole, perciò dovremmo investirvi per renderlo ancora più vivibile: non ci vuole molto, basta la volontà. Per un periodo c’era il gazebo di Municipale qui, che fine ha fatto?". 
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