Nella mattina del 10 giugno, poco prima che Kata scomparisse, tanti occupanti di nazionalità rumena fanno le valigie e lasciano l’hotel Astor. Perché? Per la criminologa Stefania Sartorini, consulente della madre della piccola che ha notato il massiccio esodo visionando le immagini delle telecamere poste su via Boccherini, nella comunità balcanica si sapeva che sarebbe dovuto succedere qualcosa. E chi non voleva grane, avrebbe fatto le valigie.
Nonostante l’aver pagato per un posto dentro la turbolenta occupazione di via Maragliano. Ma cosa sapevano? E perché ancora oggi queste persone tacciaono? Qui, le indagini della famiglia di Kata s’intrecciano, come riporta La Nazione Firenze, e a tratti si sovrappongono con quelle della procura. Ed entrambe fanno i conti con una densa coltre di omertà.
Nell’hotel dove per la guerra delle stanze ricorrevano spesso violenze (oggetto di un procedimento separato in cui è imputato anche lo zio materno di Kata, Abel Argenis detto Dominique) c’era stato anche un legame sentimentale tra una donna peruviana e un rumeno. Un rapporto che aveva preso una brutta piega. Emerge che l’uomo minacciava la donna di far del male a lei e ai suoi figli. Una è proprio l’amichetta di Kata.
Due bimbe per altro dall’aspetto molto simile. Il rumeno, secondo quanto è stato ricostruito, è uno di quelli che lascia l’Astor quella mattina, anche se qualcuno giura di averlo visto nuovamente nell’immobile occupato il pomeriggio, quando Kata è già scomparsa. Di sicuro non c’è più al momento dello sgombero del 17 giugno: i carabinieri lo hanno ritrovato in Romania, anche se la sua posizione non pare abbia suscitato interesse.
Nonostante l’aver pagato per un posto dentro la turbolenta occupazione di via Maragliano. Ma cosa sapevano? E perché ancora oggi queste persone tacciaono? Qui, le indagini della famiglia di Kata s’intrecciano, come riporta La Nazione Firenze, e a tratti si sovrappongono con quelle della procura. Ed entrambe fanno i conti con una densa coltre di omertà.
Nell’hotel dove per la guerra delle stanze ricorrevano spesso violenze (oggetto di un procedimento separato in cui è imputato anche lo zio materno di Kata, Abel Argenis detto Dominique) c’era stato anche un legame sentimentale tra una donna peruviana e un rumeno. Un rapporto che aveva preso una brutta piega. Emerge che l’uomo minacciava la donna di far del male a lei e ai suoi figli. Una è proprio l’amichetta di Kata.
Due bimbe per altro dall’aspetto molto simile. Il rumeno, secondo quanto è stato ricostruito, è uno di quelli che lascia l’Astor quella mattina, anche se qualcuno giura di averlo visto nuovamente nell’immobile occupato il pomeriggio, quando Kata è già scomparsa. Di sicuro non c’è più al momento dello sgombero del 17 giugno: i carabinieri lo hanno ritrovato in Romania, anche se la sua posizione non pare abbia suscitato interesse.
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