Nel complesso di Santa Croce a Firenze rinasce l'Orto di San Francesco, spazio coltivato ma anche percorso spirituale e culturale che, utilizzando fonti originali, si collega alla vita del Santo e al suo speciale rapporto con la natura. L'orto, che è stato realizzato nell'area che si trova dietro l'abside della basilica, nasce da un accordo pluriennale tra l'Opera di Santa Croce, la Comunità dei Frati Minori Conventuali e Aboca, insieme a Fondazione Progetto Valtiberina, ed è stato presentato oggi con un convegno.
L'orto è stato costruito in base a una ricerca approfondita sulle fonti: sono state recuperate preziose informazioni sugli orti medievali nell'iconografia antica (dalla pianta dell'orto del monastero di San Gallo in Svizzera ai codici miniati del XIV e XV secolo) ma anche da testi come dall'Hortulus di Valafrido Strabone abate di Reichenau del IX secolo. I riferimenti al Cantico delle creature e alle Fonti francescane accompagnano i visitatori fra oltre 200 specie coltivate: ci sono canapa, ortica e lino che venivano utilizzati per gli abiti dei frati; il pratofiorito, simbolo per Francesco della bellezza del creato; cavoli, senape, prezzemolo e il roseto che rimandano ad alcuni episodi specifici della vita di Francesco.
"Un luogo di meditazione e di bellezza", ha affermato la presidente dell'Opera di Santa Croce Cristina Acidini, ricordando che "da qui partono quei Cammini che, percorrendo la Valtiberina e altri luoghi di Toscana e Umbria, rievocano il continuo viaggio di Francesco nel corso della sua vita".
Per la vicesindaca Alessia Bettini questo è "un modo anche per ripensare l'offerta culturale proposta ai visitatori, spostando sempre più l'interesse su un turismo esperienziale attento a una dimensione lenta e consapevole".
L'orto è stato costruito in base a una ricerca approfondita sulle fonti: sono state recuperate preziose informazioni sugli orti medievali nell'iconografia antica (dalla pianta dell'orto del monastero di San Gallo in Svizzera ai codici miniati del XIV e XV secolo) ma anche da testi come dall'Hortulus di Valafrido Strabone abate di Reichenau del IX secolo. I riferimenti al Cantico delle creature e alle Fonti francescane accompagnano i visitatori fra oltre 200 specie coltivate: ci sono canapa, ortica e lino che venivano utilizzati per gli abiti dei frati; il pratofiorito, simbolo per Francesco della bellezza del creato; cavoli, senape, prezzemolo e il roseto che rimandano ad alcuni episodi specifici della vita di Francesco.
"Un luogo di meditazione e di bellezza", ha affermato la presidente dell'Opera di Santa Croce Cristina Acidini, ricordando che "da qui partono quei Cammini che, percorrendo la Valtiberina e altri luoghi di Toscana e Umbria, rievocano il continuo viaggio di Francesco nel corso della sua vita".
Per la vicesindaca Alessia Bettini questo è "un modo anche per ripensare l'offerta culturale proposta ai visitatori, spostando sempre più l'interesse su un turismo esperienziale attento a una dimensione lenta e consapevole".
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