"Sono appena arrivata a Firenze, ho preso la residenza e posso votare". Lo ha detto Paola Turci, cantante e rappresentante della fondazione Una, nessuna centomila, intervenendo a un evento al Caffè letterario delle Murate di Firenze sul femminismo. Un annuncio accolto dagli applausi del pubblico in sala. "Poi - ha aggiunto - ho trovato qua anche la mia casa, la Casa delle donne e mi fa molto piacere".
Turci nel suo intervento ha raccontato di aver "sempre sentito, fin da bambina, questa situazione di sopraffazione rispetto al maschio" e di aver passato "una vita intera ad avere paura, a non avere quei diritti che avevano tutti", come uscire da sola la sera, "perché spaventata". "Col tempo ho capito che queste sono le lotte in cui dovevo esserci. Voglio fare qualcosa, sono una cantante e me ne approfitto", ha aggiunto la cantante, per poi concludere il breve intervento, molto emozionata, dopo aver ascoltato la testimonianza dei genitori di Michela Noli, donna uccisa dall'ex marito nel 2016 a Firenze, con un appello: "Agli uomini dico che il nostro impegno è essere alleati".
Turci nel suo intervento ha raccontato di aver "sempre sentito, fin da bambina, questa situazione di sopraffazione rispetto al maschio" e di aver passato "una vita intera ad avere paura, a non avere quei diritti che avevano tutti", come uscire da sola la sera, "perché spaventata". "Col tempo ho capito che queste sono le lotte in cui dovevo esserci. Voglio fare qualcosa, sono una cantante e me ne approfitto", ha aggiunto la cantante, per poi concludere il breve intervento, molto emozionata, dopo aver ascoltato la testimonianza dei genitori di Michela Noli, donna uccisa dall'ex marito nel 2016 a Firenze, con un appello: "Agli uomini dico che il nostro impegno è essere alleati".
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