Lungo dibattito in Consiglio regionale sul documento preliminare sul 'piano di tutela delle acque della Toscana' che prevede, tra le altre cose, interventi su infrastrutture idriche primarie, per la sicurezza dell'approvvigionamento idrico, per l'adeguamento e la messa in sicurezza degli invasi esistenti e la realizzazione nuovi.
Sull'informativa della giunta toscana il consigliere Alessandro Capecchi (Fdi), insieme Vittorio Fantozzi e Gabriele Veneri (Fdi), aveva presentato una richiesta di pregiudiziale perché il Consiglio regionale si trova a "esaminare un documento sul quale avrebbe potuto dettare indirizzi all'esecutivo regionale, ma solo successivamente, poiché la Giunta ha già acquisito osservazioni presentate da soggetti esterni interessati al processo di formazione del Piano". Il Consiglio regionale ha però respinto la pregiudiziale.
L'assessore all'ambiente, Monia Monni ha quindi spiegato che il documento "ha un rilievo marcatamente intersettoriale perché coinvolge diversi settori, quali la tutela delle acque, il settore idrologico e geologico, quello sulla tutela della natura e del mare, della forestazione e dell'agroambiente, e infine il settore delle bonifiche". Altro obiettivo del piano è la definizione degli interventi e le misure necessarie alla tutela qualitativa e quantitativa del sistema idrico: elenco dei corpi idrici significativi, risultati dell'attività conoscitiva, obiettivi di qualità ambientali, programma di verifica dell'efficacia degli interventi e analisi economica e risorse finanziarie previste. Sul fronte delle risorse attivabili per l'attuazione del Pta, tra le principali linee di finanziamento, che ammontano a oltre 95 milioni, sono da segnalare i 19 interventi del Pnrr relativi agli investimenti in infrastrutture idriche primarie, per la sicurezza dell'approvvigionamento idrico per oltre 57 milioni; l'adeguamento e la messa in sicurezza degli invasi esistenti finanziati dal Piano nazionale dighe, a valere sul Fondo di sviluppo della coesione (Fsc) 2014-2025, che ammontano a 13,5 milioni e la realizzazione di invasi e sbarramenti mobili sulla diga di Montedoglio per 12 milioni di euro.
Sull'informativa della giunta toscana il consigliere Alessandro Capecchi (Fdi), insieme Vittorio Fantozzi e Gabriele Veneri (Fdi), aveva presentato una richiesta di pregiudiziale perché il Consiglio regionale si trova a "esaminare un documento sul quale avrebbe potuto dettare indirizzi all'esecutivo regionale, ma solo successivamente, poiché la Giunta ha già acquisito osservazioni presentate da soggetti esterni interessati al processo di formazione del Piano". Il Consiglio regionale ha però respinto la pregiudiziale.
L'assessore all'ambiente, Monia Monni ha quindi spiegato che il documento "ha un rilievo marcatamente intersettoriale perché coinvolge diversi settori, quali la tutela delle acque, il settore idrologico e geologico, quello sulla tutela della natura e del mare, della forestazione e dell'agroambiente, e infine il settore delle bonifiche". Altro obiettivo del piano è la definizione degli interventi e le misure necessarie alla tutela qualitativa e quantitativa del sistema idrico: elenco dei corpi idrici significativi, risultati dell'attività conoscitiva, obiettivi di qualità ambientali, programma di verifica dell'efficacia degli interventi e analisi economica e risorse finanziarie previste. Sul fronte delle risorse attivabili per l'attuazione del Pta, tra le principali linee di finanziamento, che ammontano a oltre 95 milioni, sono da segnalare i 19 interventi del Pnrr relativi agli investimenti in infrastrutture idriche primarie, per la sicurezza dell'approvvigionamento idrico per oltre 57 milioni; l'adeguamento e la messa in sicurezza degli invasi esistenti finanziati dal Piano nazionale dighe, a valere sul Fondo di sviluppo della coesione (Fsc) 2014-2025, che ammontano a 13,5 milioni e la realizzazione di invasi e sbarramenti mobili sulla diga di Montedoglio per 12 milioni di euro.
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