Accolto con calore e commozione, il tecnico ritrova una Fiorentina trasformata. L'obiettivo è chiaro: vincere e riportare i viola in Champions

Stefano Pioli rientra a Firenze trovando una realtà profondamente cambiata. Dalla nuova gestione societaria, al rinnovato centro sportivo, fino allo stadio in piena evoluzione, l’ambiente viola si presenta con un volto moderno e in trasformazione. Eppure, nonostante il tempo passato al Milan e la recente parentesi con Cristiano Ronaldo all'Al-Nassr, il suo legame con la città non si è mai interrotto.

Durante la conferenza stampa di presentazione, Pioli ha mostrato grande partecipazione emotiva. Uno dei momenti più toccanti è stato il ricordo di Davide Astori, figura sempre presente nel cuore dell’allenatore, che ha parlato della fascia da capitano — ora sul braccio di Ranieri — con occhi lucidi e profondo rispetto. C’è stato anche spazio per elogiare uomini chiave dello spogliatoio come De Gea e Gosens, apprezzati non solo per le qualità tecniche ma anche per il loro contributo umano e caratteriale.

Sul piano tecnico, Pioli ha fornito un primo bilancio del gruppo a sua disposizione: “Siamo al 70% del lavoro fatto. Dopo le amichevoli in Inghilterra avremo un quadro più definito. Non voglio una rosa troppo numerosa: preferisco avere due giocatori per ruolo con lo stesso livello di competitività”.

L’orizzonte è chiaro e condiviso con il presidente Commisso: costruire qualcosa di solido nel tempo, con un ciclo di tre anni. L’allenatore viola non ha nascosto le sue ambizioni: vincere un trofeo e tornare nell’Europa che conta. E risponde anche a chi, come Allegri, non vede la Fiorentina tra le pretendenti alla Champions League: “Le distanze tra le prime otto-nove squadre si sono ridotte. Bastano pochi punti per cambiare volto a una stagione. La Fiorentina ha le carte in regola per inserirsi: saranno i dettagli a fare la differenza”.

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