Lo scorso anno 4 cittadini di origine straniera erano finiti sotto processo per occupazione abusiva di edificio (633 codice penale) dopo essere stati sgomberati dalla polizia municipale di Firenze.
Ben 7 nuclei familiari tra cui donne e bambini, infatti, si erano trasferiti in un immobile nella periferia di Firenze, stabilendosi in modo permanente e in maniera abusiva in quelle stanze, non avendo altro posto in cui stare. Al momento dello sgombero non hanno creato nessun problema, come si legge in sentenza, alla polizia municipale che era stata costretta ad intervenire a seguito di una ordinanza. Insomma si trattava di gente pacifica che si è allontanata senza opporre nessun tipo di resistenza.
A seguito dello sgombero però i 4 sono finiti anche sotto processo penale ma a quel punto i giudici del Tribunale di Firenze, fermo restando la legittimità dello sgombero e le tutele civili dei proprietari, hanno interrotto il procedimento giudiziario penale a loro carico per rivolgersi alla Corte Costituzionale. Per il Tribunale fiorentino, infatti, una parte dell’articolo 633 del codice penale violava la Costituzione, laddove non consentiva quindi ai giudici di fare alcun distinguo tra i vari casi.
L'immobile era abbandonato da 23 anni e il liquidatore della società proprietaria non se ne curava affatto, secondo i giudici di Firenze, e non sapeva nemmeno fosse occupato abusivamente fino alla comunicazione della polizia municipale.
Scrivevano i giudici di Firenze nel ricorso alla Consulta: «Sembra al rimettente irragionevole incriminare la condotta di chi – per soddisfare un bisogno fondamentale, oggetto di un diritto inviolabile che il nostro Stato democratico dovrebbe garantire – occupi un immobile (eventualmente anche a destinazione teorica abitativa, come nel caso di specie), ma concretamente lasciato dal proprietario da anni in stato di abbandono».
Ma la Corte Costituzionale ha respinto il ricorso, nei giorni scorsi, e ora il processo penale a carico dei 4 imputati dovrà proseguire.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies













