"Nelle corso delle migliaia di manifestazioni di piazza che si sono svolte negli ultimi sedici mesi ci sono stati quasi 200 feriti tra le Forze dell'ordine; meno della metà tra i manifestanti, che non erano certo lì a rappresentare pacificamente le proprie idee. Dovrebbe bastare questo dato a far riflettere chi, per interessi politici ed elettorali, attacca le Forze dell'Ordine diffondendo l'idea che sia legittimo e giustificabile aggredire anche fisicamente un poliziotto". Così il segretario generale del sindacato di
Polizia Coisp, Domenico Pianese, che ha incontrato gli agenti del Reparto mobile di Firenze e della questura di Pisa per portare loro la solidarietà del sindacato.
"Venerdì scorso, a Pisa - sostiene Pianese - non c'è stata un'aggressione dei poliziotti nei confronti di studenti inermi, ma una risposta necessaria dello Stato alla pretesa di alcune centinaia di manifestanti di oltrepassare con la forza un dispositivo di sicurezza posto a difesa di obiettivi sensibili e zone interdette, legittimamente, dall'Autorità di Pubblica sicurezza".
"Se questo è sbagliato - prosegue - ci venga detto allora in maniera chiara da coloro che ci attaccano qual è il momento in cui, durante la nostra attività, dovremmo farci da parte. Appena iniziano a sputarci addosso oppure quando iniziano a offenderci e minacciarci? Quando ci prendono a calci, ci strattonano, o quando ci spingono per superare il presidio di sicurezza cui siamo stati posti? E dobbiamo farlo sempre, in ogni circostanza, o solo a seconda di chi manifesta?".
Polizia Coisp, Domenico Pianese, che ha incontrato gli agenti del Reparto mobile di Firenze e della questura di Pisa per portare loro la solidarietà del sindacato.
"Venerdì scorso, a Pisa - sostiene Pianese - non c'è stata un'aggressione dei poliziotti nei confronti di studenti inermi, ma una risposta necessaria dello Stato alla pretesa di alcune centinaia di manifestanti di oltrepassare con la forza un dispositivo di sicurezza posto a difesa di obiettivi sensibili e zone interdette, legittimamente, dall'Autorità di Pubblica sicurezza".
"Se questo è sbagliato - prosegue - ci venga detto allora in maniera chiara da coloro che ci attaccano qual è il momento in cui, durante la nostra attività, dovremmo farci da parte. Appena iniziano a sputarci addosso oppure quando iniziano a offenderci e minacciarci? Quando ci prendono a calci, ci strattonano, o quando ci spingono per superare il presidio di sicurezza cui siamo stati posti? E dobbiamo farlo sempre, in ogni circostanza, o solo a seconda di chi manifesta?".
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