“Mi piace la possibilità di sentirmi leader”, le parole dell'esterno viola

"Il ritiro procede bene. Già dai primi giorni a Firenze lavoriamo alla grande, qua si sta un po' meglio sotto l'aspetto del clima perché fa un po' più fresco e quindi le condizioni per l'allenamento sono migliori rispetto all'Italia e questo ci dà un'ulteriore spinta". Così l'esterno offensivo viola Riccardo Sottil al termine della seduta nel ritiro inglese di Preston.

Da Italiano a Palladino, la novità più rilevante in casa Fiorentina è sicuramente questa.

"Avevamo giocato contro le squadre allenate da mister Palladino, è entrato benissimo, a Monza ha fatto benissimo, siamo felicissimi che sia venuto qua, ha già dato i suoi primi concetti e le sue prime ideologie di lavoro e noi stiamo cercando di apprendere il più velocemente possibile", spiega Sottil che parla anche dei nuovi arrivi.

"Sono ottimi calciatori, sono entrati subito in sintonia col gruppo, sono sicuro che ci daranno una grande mano - ha proseguito Sottil -. Kean lo conoscevo già, Colpani anche, con Pongracic ci avevo giocato contro quando era a Lecce e devo dire che sono bravissimi ragazzi e pur essendo arrivati da pochi giorni sembra che siano con noi da un po' di tempo. Non vedo grosse difficoltà nel loro ambientamento".

Riccardo Sottil è stato fra i giocatori fin da subito elogiati dal neo tecnico gigliato Raffaele Palladino.

"La stima del mister mi ha dato una carica enorme, l'ho ringraziato per le parole espresse su di me - ha spiegato l'esterno -. Ho avuto un po' di intoppi in questi anni dovuti a infortuni, quando è così ci metti un po' a metabolizzare e a tornare quello che sei e al top della forma. Sono però contento perché già alla fine dello scorso campionato ho ricominciato a sentirmi il vero Riccardo e quest'anno sono partito col piede giusto, mi sento bene e la ventata di aria nuova, la freschezza che dà il nuovo mister e le sue nuove idee sono uno stimolo ulteriore. Sono qui dal 2016,  Firenze è di fatto diventata quasi casa mia. Ho 25 anni, mi piace questa sensazione di essere leader, di essere un punto di riferimento, questa cosa mi dà senso di responsabilità e mi incita a dare qualcosa in più per la squadra e per la città, la voglia di far bene quest'anno è alta". Con Palladino cambia anche qualche concetto di gioco rispetto al passato recente.

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