Sono ben undicimila i toscani che sono in attesa da tre anni per un intervento chirurgico. Un dato che emerge nel bilancio record di operazioni fatte nel 2023, ovvero oltre 300mila. Con un recupero sui tempi in cui si resta in lista, che però ancora non sono ottimali. Le liste di attesa, del resto, sono uno dei problemi maggiormente sentiti dai cittadini e quindi anche dalla politica, che promette continuamente di risolverle.
Da diverso tempo la Toscana spinge molto sulle aziende per abbattere le liste chirurgiche. Per questo motivo si è riusciti a battere il record di interventi fatti, cosa che ha anche permesso di recuperare operazioni rimaste indietro nel 2022 e 2023, a colpi di 30 o 40 mila all’anno. C’è ancora, però, spazio da recuperare. Tra non molto l’assessorato alla Salute farà una delibera con la quale distribuirà ufficialmente alle Asl i soldi per l’abbattimento delle liste di attesa messi a disposizione dal governo. Non si tratta di un nuovo stanziamento, bensì di un vincolo di spesa sul fondo sanitario nazionale che è stato istituito tre anni fa e che continua ad essere previsto dall’esecutivo.
La Regione assegnerà risorse alle aziende per pagare di più i medici e in generale il personale che contribuisce ad aumentare l’offerta di prestazioni specialistiche e chirurgiche, cosa che appunto serve a ridurre le liste di attesa. Ci saranno anche soldi da investire sull’attività che potrebbero essere utilizzati, soprattutto per visite ed esami, per comprare un maggior numero di prestazioni dal privato convenzionato.
L’inizio dell’anno è andato abbastanza bene per quanto riguarda la specialistica, mentre i dati di dicembre 2023 dicono che sulla chirurgia c’è ancora recuperare. Anche se l’anno scorso si è battuto il record di interventi effettuati. Ora Asl e aziende ospedaliere dovranno verificare se quei cittadini hanno ancora bisogno
Da diverso tempo la Toscana spinge molto sulle aziende per abbattere le liste chirurgiche. Per questo motivo si è riusciti a battere il record di interventi fatti, cosa che ha anche permesso di recuperare operazioni rimaste indietro nel 2022 e 2023, a colpi di 30 o 40 mila all’anno. C’è ancora, però, spazio da recuperare. Tra non molto l’assessorato alla Salute farà una delibera con la quale distribuirà ufficialmente alle Asl i soldi per l’abbattimento delle liste di attesa messi a disposizione dal governo. Non si tratta di un nuovo stanziamento, bensì di un vincolo di spesa sul fondo sanitario nazionale che è stato istituito tre anni fa e che continua ad essere previsto dall’esecutivo.
La Regione assegnerà risorse alle aziende per pagare di più i medici e in generale il personale che contribuisce ad aumentare l’offerta di prestazioni specialistiche e chirurgiche, cosa che appunto serve a ridurre le liste di attesa. Ci saranno anche soldi da investire sull’attività che potrebbero essere utilizzati, soprattutto per visite ed esami, per comprare un maggior numero di prestazioni dal privato convenzionato.
L’inizio dell’anno è andato abbastanza bene per quanto riguarda la specialistica, mentre i dati di dicembre 2023 dicono che sulla chirurgia c’è ancora recuperare. Anche se l’anno scorso si è battuto il record di interventi effettuati. Ora Asl e aziende ospedaliere dovranno verificare se quei cittadini hanno ancora bisogno
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