Ha fatto molto discutere, ed è destinata a lasciare strascichi, la decisione del Governo di proclamare cinque giorni di lutto nazionale per la morte di papa Francesco, e la richiesta di celebrazioni “sobrie” per la Festa della Liberazione.
E se la sindaca di Firenze Sara Funaro ha confermato gli appuntamenti, replicando che tutti i 25 aprile sono sempre stati festeggiati all’insegna della sobrietà: "Il richiamo alla sobrietà è ovvio. Le istituzioni fanno sempre cerimonie sobrie e il Comune di Firenze questo lo ha sempre fatto. Il 25 aprile è un momento istituzionale del nostro Paese, va celebrato e va celebrato con la massima attenzione. Non do interpretazioni dei messaggi degli altri, dico semplicemente che per noi la sobrietà è un concetto istituzionale e le cerimonie che il Comune di Firenze porta avanti questo sono".
In Toscana la richiesta del Governo ha acceso la miccia della polemica. Come riporta questa mattina il Corriere Fiorentino, ha fatto molto discutere la decisione del sindaco di Lastra a Signa Emanuele Caporaso (del Partito Democratico) di annullare il concerto dei Quarto Podere originariamente previsto in piazza del Comune: Caporaso ha spiegato di avere “i valori dell’antifascismo sono geneticamente scolpiti nel mio Dna” ma di aver ritenuto più opportuno annullare il concerto in una piazza con le bandiere a mezz’asta in segno di lutto.
Anche a Prato la sobrietà imposta alle celebrazioni sta facendo molto discutere, dato che per disposizioni ministeriali sarà consentito di suonare, in occasione della parata militare, solo “Onore ai caduti”, “Silenzio” e “Piave”. E se inizialmente era stata escluso addirittura l’inno di Mameli fra le melodie da eseguire, con un dietrofront arrivato solo in un secondo momento, l’esclusione del canto per eccellenza dell’Antifascismo e della Resistenza, “Bella Ciao” ha fatto partire una vera e propria organizzazione informale per chiamare i cittadini al canto prima della parata.
Le polemiche hanno investito non solo l’area fiorentina: da Pisa a Orbetello, da Follonica a San Vincenzo, in molti comuni l’annullamento degli eventi per il 25 aprile ha fatto infuriare l’Anpi.Condividi
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