Nel mirino la decisione di riunire sedici istituti sparsi sul territorio: 'Pronti a mobilitarci'

La questione del dimensionamento scolastico in Toscana continua a tenere banco. Flc Cgil, in una nota, riporta come la giunta toscana, nella delibera del 27 ottobre, abbia deciso di proseguire nella direzione dell'accorpamento di sedici istituti scolastici sulla base del numero degli alunni in rapporto ai criteri regionali.

Il sindacato parla di una "inaspettata decisione" da parte della Regione, esprime "disappunto e chiede" al presidente della Toscana "di continuare la battaglia a fianco della scuola democratica, portando avanti la posizione che ha coerentemente tenuto negli anni. Chiediamo pertanto che questi accorpamenti vengano sospesi, come del resto stanno progettando altre regioni. D'altra parte", l'attesa dell'udienza della Corte Costituzionale sul tema, "prevista a novembre giustifica ampiamente il congelamento della delibera".

 Il sindacato ricorda come tutto abbia avuto inizio con la Legge di Bilancio 2023 con cui il governo "ha imposto alle regioni di procedere a un accorpamento forzoso delle scuole con lo scopo di ottenere cospicui risparmi dal sistema di istruzione. La Flc Cgil Toscana fin dal 6 gennaio 2023 ha lanciato una campagna stampa sui pericoli occupazionali e sulla negazione del diritto all'istruzione provocato da questo taglio".

La Regione Toscana, "anche grazie alla nostra lotta, aveva fatto un primo ricorso alla Corte Costituzionale, bocciato nel novembre 2023, e un altro ricorso al Tar Lazio. Anche la Flc Cgil nazionale aveva fatto ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, ma entrambe le istanze erano state rigettate. Tuttavia in virtù di queste azioni legali e sindacali, il ministero aveva ridotto le scuole da accorpare nel primo anno in Toscana da 15 a 4. Lo scorso anno la Regione Toscana, col nostro pieno e convinto sostegno, aveva deciso di sospendere il dimensionamento scolastico, con un differimento che il ministero era stato costretto ad accettare. Anche questo anno, con la delibera del 29 settembre scorso, la Regione Toscana aveva deciso di non accorpare, in attesa dell'esito di un nuovo ricorso alla Corte Costituzionale". Poi la delibera del 27 ottobre.
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