A Firenze quasi sette attività commerciali su dieci (69,8%) hanno sede in locali in affitto. È quanto emerge da un'indagine nazionale realizzata da Confcommercio in collaborazione con l'Istituto Tagliacarne, diffusa oggi.
Nel capoluogo toscano, si spiega in una nota, al pari di quanto accade in altre grandi città come Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, Palermo e Bologna, meno di un negozio su tre (30,2%) è di proprietà, con una differenza di 6,4 punti percentuali rispetto al dato nazionale. Va appena meglio a livello regionale: in Toscana i negozi di proprietà arrivano al 33,6% del totale.
"I dati ci confermano che le imprese commerciali fiorentine sono tra le più esposte in Italia ai costi di locazione - sottolinea il direttore della Confcommercio territoriale Franco Marinoni -, questo le rende più fragili, in un contesto di consumi deboli. Perché quando i margini si riducono e si deve sostenere anche l'affitto, oltre alle voci di costo tradizionali come utenze, personale, fiscalità e forniture, la sopravvivenza dell'impresa può essere a rischio".
"In Toscana, una rilevazione Confcommercio dell'ottobre 2025 stimava 8.621 negozi sfitti, pari al 19,4% della rete commerciale considerata - ricorda Marinoni -, ad oggi non esiste una stima precisa su Firenze. Invece sarebbe importante disporre di un censimento aggiornato dei locali vuoti, che permetta di comprenderne la distribuzione sul territorio e individuare soluzioni per favorirne il riutilizzo".
Tra il 2012 e il 2023 l'inutilizzo di un locale commerciale è durato mediamente 7,2 anni. Per Marinoni "Firenze è al centro della sfida per contrastare il fenomeno dei fondi commerciali sfitti e restituire vitalità alle strade e ai quartieri. La priorità è trasformare i fondi sfitti in un'opportunità di rigenerazione urbana. Servono dati aggiornati e soprattutto collaborazione tra amministrazioni, proprietari e imprese, oltre che strumenti concreti per favorire la riapertura dei locali, riportando attività e frequentazione nelle strade e nei quartieri".
Nel capoluogo toscano, si spiega in una nota, al pari di quanto accade in altre grandi città come Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, Palermo e Bologna, meno di un negozio su tre (30,2%) è di proprietà, con una differenza di 6,4 punti percentuali rispetto al dato nazionale. Va appena meglio a livello regionale: in Toscana i negozi di proprietà arrivano al 33,6% del totale.
"I dati ci confermano che le imprese commerciali fiorentine sono tra le più esposte in Italia ai costi di locazione - sottolinea il direttore della Confcommercio territoriale Franco Marinoni -, questo le rende più fragili, in un contesto di consumi deboli. Perché quando i margini si riducono e si deve sostenere anche l'affitto, oltre alle voci di costo tradizionali come utenze, personale, fiscalità e forniture, la sopravvivenza dell'impresa può essere a rischio".
"In Toscana, una rilevazione Confcommercio dell'ottobre 2025 stimava 8.621 negozi sfitti, pari al 19,4% della rete commerciale considerata - ricorda Marinoni -, ad oggi non esiste una stima precisa su Firenze. Invece sarebbe importante disporre di un censimento aggiornato dei locali vuoti, che permetta di comprenderne la distribuzione sul territorio e individuare soluzioni per favorirne il riutilizzo".
Tra il 2012 e il 2023 l'inutilizzo di un locale commerciale è durato mediamente 7,2 anni. Per Marinoni "Firenze è al centro della sfida per contrastare il fenomeno dei fondi commerciali sfitti e restituire vitalità alle strade e ai quartieri. La priorità è trasformare i fondi sfitti in un'opportunità di rigenerazione urbana. Servono dati aggiornati e soprattutto collaborazione tra amministrazioni, proprietari e imprese, oltre che strumenti concreti per favorire la riapertura dei locali, riportando attività e frequentazione nelle strade e nei quartieri".
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