Via libera dai sindaci della Conferenza territoriale numero 3 dell'Autorità idrica Toscana ad un percorso per la gestione in-house del prossimo affidamento del servizio idrico integrato a Publiacqua (nei territori di Firenze-Prato-Pistoia), mantenendo l'attuale configurazione di partecipazione indiretta delle Amministrazioni tramite Plures.
I Comuni dell'area, si spiega in una nota di Ait, avevano già indicato la volontà di procedere con un affidamento in-house a una società interamente pubblica. Oggi un ulteriore passo avanti, con l'indirizzo di mantenere il servizio idrico integrato all'interno della multiutility Plures. A conclusione della seduta della Conferenza territoriale, presieduta dall'assessore del Comune di Firenze Giovanni Bettarini, i Comuni hanno approvato il percorso, con sole quattro astensioni. Tale configurazione, si spiega ancora, viene ritenuta la più indicata per rispondere alle esigenze dei territori e degli utenti e per salvaguardare il progetto industriale della multiutility. L'affidamento in house del servizio comporterà un necessario percorso di modifica dello Statuto di Plures, anche per eliminare ogni riferimento al percorso di quotazione in borsa.
Secondo il segretario del Pd toscano Emiliano Fossi "il passaggio di oggi in Ait segna uno scatto ulteriore importantissimo verso la nuova fase che la politica ha inaugurato da due anni a questa parte. Prima il no alla finanziarizzazione dei servizi pubblici, con il no alla quotazione in borsa della multiutility, e poi la decisa sterzata verso la ripubblicizzazione del servizio idrico".
Il segretario dem sottolinea anche che la gestione del servizio idrico rimarrà all'interno di Plures, e "questo è un altro aspetto importante. La gestione dovrà essere contrassegnata da un sempre maggiore ruolo centrale degli amministratori e dei soci".
Plauso del sindaco di Montemurlo Simone Calamai: "Quella di oggi è una decisione significativa perché conferma la volontà dei Comuni di essere protagonisti nelle scelte che riguardano un bene fondamentale come l'acqua". Il capogruppo Avs in Consiglio regionale Lorenzo Falchi parla di "vittoria di una visione politica che abbiamo coltivato con ostinazione. Segna la fine dell'epoca in cui l'acqua era considerata una merce da quotare in borsa e l'inizio di una nuova stagione di gestione pubblica e democratica".
I Comuni dell'area, si spiega in una nota di Ait, avevano già indicato la volontà di procedere con un affidamento in-house a una società interamente pubblica. Oggi un ulteriore passo avanti, con l'indirizzo di mantenere il servizio idrico integrato all'interno della multiutility Plures. A conclusione della seduta della Conferenza territoriale, presieduta dall'assessore del Comune di Firenze Giovanni Bettarini, i Comuni hanno approvato il percorso, con sole quattro astensioni. Tale configurazione, si spiega ancora, viene ritenuta la più indicata per rispondere alle esigenze dei territori e degli utenti e per salvaguardare il progetto industriale della multiutility. L'affidamento in house del servizio comporterà un necessario percorso di modifica dello Statuto di Plures, anche per eliminare ogni riferimento al percorso di quotazione in borsa.
Secondo il segretario del Pd toscano Emiliano Fossi "il passaggio di oggi in Ait segna uno scatto ulteriore importantissimo verso la nuova fase che la politica ha inaugurato da due anni a questa parte. Prima il no alla finanziarizzazione dei servizi pubblici, con il no alla quotazione in borsa della multiutility, e poi la decisa sterzata verso la ripubblicizzazione del servizio idrico".
Il segretario dem sottolinea anche che la gestione del servizio idrico rimarrà all'interno di Plures, e "questo è un altro aspetto importante. La gestione dovrà essere contrassegnata da un sempre maggiore ruolo centrale degli amministratori e dei soci".
Plauso del sindaco di Montemurlo Simone Calamai: "Quella di oggi è una decisione significativa perché conferma la volontà dei Comuni di essere protagonisti nelle scelte che riguardano un bene fondamentale come l'acqua". Il capogruppo Avs in Consiglio regionale Lorenzo Falchi parla di "vittoria di una visione politica che abbiamo coltivato con ostinazione. Segna la fine dell'epoca in cui l'acqua era considerata una merce da quotare in borsa e l'inizio di una nuova stagione di gestione pubblica e democratica".
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