Giornata di confronto oggi al Palazzo degli Affari di Firenze sul tema dei Centri commerciali naturali.
l presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha sottolineato "i Ccn sono l'elemento di prossimità verso il commercio che favorisce un associarsi e quindi rendere meglio il servizio per i singoli esercizi al dettaglio. Sono nati come forma per attenuare le problematiche che hanno portato il commercio verso i grandi centri commerciali, quelli della grande distribuzione. Dobbiamo associare la politica dei Ccn alle politiche urbanistiche, dei parcheggi, dei trasporti, a quelle della rigenerazione urbana". Giani ha ricordato che "la Regione è stata la prima in Italia a dare contributi e a strutturare la nascita e la vitalità dei Ccn, ma ora vogliamo fare il salto di qualità. Li vogliamo associare alle politiche di rigenerazione e di qualificazione urbana".
"Noi stiamo investendo tantissimo perché siamo profondamente convinti che i Ccn siano fondamentali se vogliamo mantenere e preservare il tessuto commerciale nei quartieri - ha osservato la sindaca di Firenze Sara Funaro -. Tra i servizi ai cittadini ci sono i negozi di vicinato inclusi nei Ccn".
La sindaca ha ribadito la volontà di valorizzare i Ccn anche in momenti dell'anno come "il Natale" e "lo faremo sempre di più perché tutte le volte che chiude un negozio nei quartieri è un problema per i cittadini e per il racconto del tessuto identitario nella nostra città. Noi ci teniamo particolarmente".
L'iniziativa è stata realizzata in collaborazione con Confcommercio Toscana, Confesercenti Toscana e Anci Toscana. "Vogliamo trovare la strada giusta - ha sottolineato l'assessore a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras - per dare sostegno soprattutto ai piccoli centri, situati nelle zone più svantaggiate e periferiche. Questa iniziativa nasce proprio per dare la possibilità di avere un punto di incontro annuale dove fare il bilancio delle attività. Abbiamo provato di tutto: rigenerazione urbana, riqualificazione commerciale, il Ccn digitale. Abbiamo spinto sul sostegno degli eventi dando continuità ai finanziamenti. Ma è evidente che il fenomeno generale che coinvolge la desertificazione commerciale ha bisogno di più, e la Regione deve provarci. La Regione, con 22 bandi prodotti nel periodo 2018-2026, ha stanziato 29,1 milioni di euro, attivando investimenti per quasi 38 milioni da parte degli oltre 1.000 beneficiari.
Nel corso della sessione della mattina è stata presentata una ricerca di Irpet, secondo la quale più che di una crisi generalizzata del commercio urbano occorre sottolineare i profondi cambiamenti strutturali, riassunti in cinque fattori. Dal lato della domanda sono da segnalare l'invecchiamento della popolazione e la riduzione della dimensione delle famiglie, la terziarizzazione dei consumi e la forte crescita delle presenze turistiche. Dal lato dell'offerta invece si evidenziano la grande diffusione delle tecnologie digitali e degli acquisti online e l'evoluzione del modello di business delle imprese, specie quelle al dettaglio non alimentare, verso dimensioni mediamente più grandi e organizzate in rete. Nel periodo 2012-2022 le unità locali del commercio al dettaglio, i punti vendita, sono diminuite del 16%, la composizione settoriale è cambiata, ma gli addetti complessivi sono cresciuti del 3% e i dipendenti del 14%. Alle micro-attività a conduzione familiare sono subentrate imprese più strutturate.
Sono in crescita le società di capitali e le imprese con sede fuori regione. Negli acquisti si afferma il canale misto, fisico e online: l'online affianca il negozio più che sostituirlo e gli acquisti quotidiani restano saldamente in presenza (oltre il 95% per gli alimentari freschi).
l presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha sottolineato "i Ccn sono l'elemento di prossimità verso il commercio che favorisce un associarsi e quindi rendere meglio il servizio per i singoli esercizi al dettaglio. Sono nati come forma per attenuare le problematiche che hanno portato il commercio verso i grandi centri commerciali, quelli della grande distribuzione. Dobbiamo associare la politica dei Ccn alle politiche urbanistiche, dei parcheggi, dei trasporti, a quelle della rigenerazione urbana". Giani ha ricordato che "la Regione è stata la prima in Italia a dare contributi e a strutturare la nascita e la vitalità dei Ccn, ma ora vogliamo fare il salto di qualità. Li vogliamo associare alle politiche di rigenerazione e di qualificazione urbana".
"Noi stiamo investendo tantissimo perché siamo profondamente convinti che i Ccn siano fondamentali se vogliamo mantenere e preservare il tessuto commerciale nei quartieri - ha osservato la sindaca di Firenze Sara Funaro -. Tra i servizi ai cittadini ci sono i negozi di vicinato inclusi nei Ccn".
La sindaca ha ribadito la volontà di valorizzare i Ccn anche in momenti dell'anno come "il Natale" e "lo faremo sempre di più perché tutte le volte che chiude un negozio nei quartieri è un problema per i cittadini e per il racconto del tessuto identitario nella nostra città. Noi ci teniamo particolarmente".
L'iniziativa è stata realizzata in collaborazione con Confcommercio Toscana, Confesercenti Toscana e Anci Toscana. "Vogliamo trovare la strada giusta - ha sottolineato l'assessore a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras - per dare sostegno soprattutto ai piccoli centri, situati nelle zone più svantaggiate e periferiche. Questa iniziativa nasce proprio per dare la possibilità di avere un punto di incontro annuale dove fare il bilancio delle attività. Abbiamo provato di tutto: rigenerazione urbana, riqualificazione commerciale, il Ccn digitale. Abbiamo spinto sul sostegno degli eventi dando continuità ai finanziamenti. Ma è evidente che il fenomeno generale che coinvolge la desertificazione commerciale ha bisogno di più, e la Regione deve provarci. La Regione, con 22 bandi prodotti nel periodo 2018-2026, ha stanziato 29,1 milioni di euro, attivando investimenti per quasi 38 milioni da parte degli oltre 1.000 beneficiari.
Nel corso della sessione della mattina è stata presentata una ricerca di Irpet, secondo la quale più che di una crisi generalizzata del commercio urbano occorre sottolineare i profondi cambiamenti strutturali, riassunti in cinque fattori. Dal lato della domanda sono da segnalare l'invecchiamento della popolazione e la riduzione della dimensione delle famiglie, la terziarizzazione dei consumi e la forte crescita delle presenze turistiche. Dal lato dell'offerta invece si evidenziano la grande diffusione delle tecnologie digitali e degli acquisti online e l'evoluzione del modello di business delle imprese, specie quelle al dettaglio non alimentare, verso dimensioni mediamente più grandi e organizzate in rete. Nel periodo 2012-2022 le unità locali del commercio al dettaglio, i punti vendita, sono diminuite del 16%, la composizione settoriale è cambiata, ma gli addetti complessivi sono cresciuti del 3% e i dipendenti del 14%. Alle micro-attività a conduzione familiare sono subentrate imprese più strutturate.
Sono in crescita le società di capitali e le imprese con sede fuori regione. Negli acquisti si afferma il canale misto, fisico e online: l'online affianca il negozio più che sostituirlo e gli acquisti quotidiani restano saldamente in presenza (oltre il 95% per gli alimentari freschi).
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