Le associazioni dell’autotrasporto toscano prendono le distanze dai blocchi che stanno rallentando i collegamenti nel Sud Italia e puntano sul confronto con il governo. Dopo l’incontro con il ministro Matteo Salvini, Confartigianato esprime moderata soddisfazione, ma attende riscontri concreti. Decisivo il tavolo del 27 ottobre: senza progressi, soprattutto sullo sblocco dei fondi già stanziati, potrebbe essere proclamato uno sciopero regolare.
A pesare sulle imprese non è soltanto il caro gasolio: aumentano anche manutenzioni, pedaggi e pneumatici, mentre la burocrazia rischia di ritardare i rimborsi del credito d’imposta. Le difficoltà colpiscono soprattutto i piccoli autotrasportatori, particolarmente diffusi in Toscana, che vedono ridursi i margini di guadagno.
Cna Fita denuncia inoltre la carenza di spazi per le soste obbligatorie e le difficoltà nell’acquisto del carburante a prezzi sostenibili. Chiede un adeguamento obbligatorio delle tariffe ai costi del gasolio e maggiore attenzione alle condizioni di lavoro. Resta ferma la contrarietà ai blocchi indiscriminati, per garantire la libertà di lavorare e consegnare le merci. Lo scrive la Nazione.
A pesare sulle imprese non è soltanto il caro gasolio: aumentano anche manutenzioni, pedaggi e pneumatici, mentre la burocrazia rischia di ritardare i rimborsi del credito d’imposta. Le difficoltà colpiscono soprattutto i piccoli autotrasportatori, particolarmente diffusi in Toscana, che vedono ridursi i margini di guadagno.
Cna Fita denuncia inoltre la carenza di spazi per le soste obbligatorie e le difficoltà nell’acquisto del carburante a prezzi sostenibili. Chiede un adeguamento obbligatorio delle tariffe ai costi del gasolio e maggiore attenzione alle condizioni di lavoro. Resta ferma la contrarietà ai blocchi indiscriminati, per garantire la libertà di lavorare e consegnare le merci. Lo scrive la Nazione.
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