La gestione dell’acqua deve tornare completamente pubblica, nell’ambito della multiutility. Per questo, riporta stamattina il Corriere Fiorentino, dodici sindaci dell’area di Firenze-Prato-Pistoia e Arezzo si sono riuniti ieri nel municipio di Sesto Fiorentino per discutere di un piano per l’acquisto delle quote di Acea, per un totale di cento milioni di euro, dopo aver modificato lo statuto in un’assemblea straordinaria.
La proposta, riporta il quotidiano, arriva dopo che nei mesi scorsi i sindaci avevano già ottenuto lo stop all’ingresso di un nuovo socio privato nell’azienda. Ora, appunto, rilanciano l’idea di recuperare un assetto totalmente pubblico della gestione dell’acqua.
Promotori di questa proposta sono sindaci dell’area politica a sinistra del Partito Democratico, come Giuseppe Carovani (Calenzano) e Lorenzo Falchi (Sesto Fiorentino) con l’aggiunta del sindaco di Carmignano Edoardo Prestanti (dem) e di quello di Agliana Luca Benesperi, espresso dal centrodestra. Sono coinvolte poi le amministrazioni comunali di Borgo San Lorenzo, Rufina, Vicchio, Vaiano, Gambassi Terme, Cantagallo, Campi Bisenzio e Castelfranco Piandiscò (Arezzo).
Secondo i sindaci, la dimensione solo pubblica dell’acqua garantirebbe la necessaria trasparenza della gestione di un servizio che non “può essere affidato a logiche di mercato”.
L’acquisto delle quote da Acea permetterebbe il recupero di una dimensione pubblica del servizio che, a sua volta, comporterebbe anche il superamento dell’obbligo di distribuzione dei dividendi, con la possibilità di investire le risorse direttamente nel servizio.
Dal progetto, per il momento, rimangono comunque fuori i comuni che detengono la maggior parte delle quote, cioè Firenze, Prato e Empoli. Alia ha preferito non commentare la proposta dei sindaci.
La proposta, riporta il quotidiano, arriva dopo che nei mesi scorsi i sindaci avevano già ottenuto lo stop all’ingresso di un nuovo socio privato nell’azienda. Ora, appunto, rilanciano l’idea di recuperare un assetto totalmente pubblico della gestione dell’acqua.
Promotori di questa proposta sono sindaci dell’area politica a sinistra del Partito Democratico, come Giuseppe Carovani (Calenzano) e Lorenzo Falchi (Sesto Fiorentino) con l’aggiunta del sindaco di Carmignano Edoardo Prestanti (dem) e di quello di Agliana Luca Benesperi, espresso dal centrodestra. Sono coinvolte poi le amministrazioni comunali di Borgo San Lorenzo, Rufina, Vicchio, Vaiano, Gambassi Terme, Cantagallo, Campi Bisenzio e Castelfranco Piandiscò (Arezzo).
Secondo i sindaci, la dimensione solo pubblica dell’acqua garantirebbe la necessaria trasparenza della gestione di un servizio che non “può essere affidato a logiche di mercato”.
L’acquisto delle quote da Acea permetterebbe il recupero di una dimensione pubblica del servizio che, a sua volta, comporterebbe anche il superamento dell’obbligo di distribuzione dei dividendi, con la possibilità di investire le risorse direttamente nel servizio.
Dal progetto, per il momento, rimangono comunque fuori i comuni che detengono la maggior parte delle quote, cioè Firenze, Prato e Empoli. Alia ha preferito non commentare la proposta dei sindaci.
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