Dal calcio allo sviluppo economico, il console onorario per la Toscana traccia un quadro del paese centrasiatico

Accade talvolta che il calcio porti tifosi e appassionati ad aprire Google Maps (o un atlante) per vedere dove si trovino le città da cui provengono le squadre: appassionati di geografia calcistica cercano Tiraspol (casa dello Sheriff) o, per citare una squadra affrontata dalla Fiorentina nel corso della Conference, Sivas (casa del Sivasspor).

Domani sera allo Stadio Centrale di Almaty (città conosciuta anche con il suo nome precedente di Alma Ata) il Real Madrid sfiderà il Kairat, una delle big del campionato kazako e quest’anno approdata ai gironi di Champions League dopo aver affrontato con successo tutta la trafila dei preliminari.

Non solo calcio, però, perché il paese centroasiatico si sta facendo conoscere a livello internazionale anche grazie ad altri sport, come il tennis, dove è rappresentato da Aleksandr Bublik, che all’ultimo Us Open ha sfidato Jannik Sinner, o nella boxe, dove ha prodotto atleti come Gennadij Golovkin, in passato campione dei pesi medi.

Ma se il Kairat dice poco ai più, incuriositi da questa squadra semisconosciuta, la realtà kazaka è ben nota a Federico Albini, console onorario del Kazakistan per la Toscana e presidente della sezione Trasporti e Logistica di Confindustria Toscana Nord, che conosce bene il paese centroasiatico.

“Il Kazakistan” spiega Albini “è un paese che si sta sviluppando molto rapidamente, sia per quanto riguarda il commercio, dato che si troverà sulla rotta della Nuova Via della Seta che collegherà la Cina ad una fetta importante dei mercati internazionali, sia perché dispone di grandi risorse energetiche e minerarie”.

Proprio per questo, il paese centrasiatico ha prospettiva importanti di crescita e sviluppo: “Già ora è un partner strategico per le imprese italiane, e anche la Toscana punta molto su questo paese grazie alle sue 250 aziende attive in diversi settori, dall’abbigliamento all’industria alimentare”.

Proprio le imprese italiane, portatrici di qualità ed esperienza, possono essere uno straordinario strumento di sviluppo: “Portando il know-how italiano e toscano là potremo contribuire alla crescita del mercato kazako e, contemporaneamente, rafforzare la presenza dell’imprenditoria italiana in un paese straniero, a maggior ragione adesso che la situazione dei mercati internazionali traballa un po’ e le imprese hanno bisogno di nuovi sbocchi produttivi e commerciali”.

Un legame sempre più forte, quello fra Italia e Kazakistan, come dimostrato dalla visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad Astana, dove ha ribadito l’importanza del multilateralismo e la forza del legame di amicizia fra la Repubblica il paese centrasiatico.


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