Gli arrivi in città rimangono stabili ma la spesa diminuisce, con conseguenze pesanti sul tessuto economico cittadino

Se anche il turismo rallenta. Secondo quanto riferito stamani da La Nazione, dai dati dell’Osservatorio Turistico Regionale emerge una certa stabilità del turismo a Firenze, che si conferma una delle mete più gettonate sia del nostro paese che a livello internazionale.

Tuttavia, al pari di molte altre città d’arte, anche a Firenze si assiste alla contrazione delle spese effettuate dai turisti, con danno non da poco sia per i commercianti sia per la stessa città, che si impoverisce a fronte di una presenza asfissiante di visitatori.

A lanciare l’allarme è il presidente di Fipe Confcommercio Toscana Aldo Cursano, che al quotidiano parla di “banalizzazione del turismo” e lancia l’allarme sul rischio di desertificazione del centro storico, dal quale sono già stati cacciati i residenti.

La flessione delle spese è stata osservata anche dal settore alberghiero, che per luglio del 2025 parla di una contrazione dei pernottamenti. Anche da Cna Turismo arrivano previsioni poco incoraggianti, e secondo l’associazione per la fine di questa estate la maggior parte dei turisti in arrivo in città sarà europea, con meno americani e asiatici, e pochissimi italiani.

La città, conclude il quotidiano, si trova a vivere una vera e propria contraddizione: da una parte assiste alla diminuzione delle entrate garantite dal turismo, dall’altra si conferma, con tutti i risvolti positivi e negativi del caso, meta gettonatissima nei flussi turistici.


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