Un libro per tutti. “Come migliorare la tua vita” (Albatros) di Francesco Giannelli fornisce, come recita il sottotitolo, “7 consigli essenziali (+ 1 bonus) per raggiungere i tuoi obiettivi ed essere felice”. Giannelli è un consulente iscritto al Registro Nazionale della Federazione Italiana Mindfulness, ma svolge un altro lavoro essendo fondatore di Studio Teorema e Nexus.
Il libro “è il punto di arrivo di un percorso personale che dura da sedici anni, l’insieme di esperienze accumulate nel corso
di questo periodo che mi hanno portato a un cambiamento. Il libro è il sunto, per mettere nero su bianco per me stesso e per chi lo leggerà, per aiutare a ritrovare un equilibrio”. Alla luce di esperienze, studi, letture e insegnamenti ricevuti, Giannelli traccia un percorso che aiuta a guardare dentro se stessi e a comprendere meglio gli strumenti che tutti noi abbiamo a disposizione per vivere con maggiore consapevolezza.
Il libro è strutturato come un viaggio a tappe e in ciascun capitolo affronta una sfida: influenzare il mondo che ci circonda, imparare a conoscere gli altri, sviluppare la giusta percezione di noi stessi, tutelare il nostro benessere fisico ed emotivo, instaurare relazioni autentiche, “uscire” dagli schemi e riconoscere i talenti che ci rendono unici. “Ho seguito”, spiega Giannelli, “due criteri essenziali: non essere troppo pesante nella scrittura e mettere molte fonti, infatti alla fine c’è una lunga bibliografia. L’auspicio poi è creare una community con corsi, seminari e nuove pubblicazioni”.
In questo periodo stanno uscendo molte pubblicazioni di questo tipo. Perché?
“Stanno ritornando di moda, per usare un termine brutto, perché c’è una necessità di ritornare a un’introspezione, al conoscere se stessi. È passato il periodo in cui il benessere inteso era solo quello economico. Poi oggi la comunicazione è diventata un tema importante, con professioni nate negli ultimi anni, come il counselor e il mental coach, che vanno verso l’altro nella creazione di empatia”.
Esiste la felicità?
“Sì. È uno stato emotivo, è diversa per ognuno di noi. A mio avviso dovrebbe essere la capacità di sentirsi compiuti e consapevoli”.
C’è un riferimento letterario in particolare per te importante?
“Nella narrativa Kafka, come costruttore di una capacità introspettiva è riuscito più di altri autori, attraverso un passaggio di dolore, a portare il lettore verso certi temi. ‘Il processo’ è straordinario. Negli altri ambiti Barbara Berckhan ha scritto dei piccoli manuali utilissimi; poi Howard Gardner, Edward De Bono”.
In sintesi, come migliorare la vita?
“L’ho scritto nel mio profilo whats app, da ripetersi tutte le mattine al risveglio. Tutto scorre. Lascia andare. Io sono. Io posso. E poi stabilire un obiettivo, capire che cosa desideri davvero e da lì iniziare il tuo percorso”.
Il libro “è il punto di arrivo di un percorso personale che dura da sedici anni, l’insieme di esperienze accumulate nel corso
di questo periodo che mi hanno portato a un cambiamento. Il libro è il sunto, per mettere nero su bianco per me stesso e per chi lo leggerà, per aiutare a ritrovare un equilibrio”. Alla luce di esperienze, studi, letture e insegnamenti ricevuti, Giannelli traccia un percorso che aiuta a guardare dentro se stessi e a comprendere meglio gli strumenti che tutti noi abbiamo a disposizione per vivere con maggiore consapevolezza.
Il libro è strutturato come un viaggio a tappe e in ciascun capitolo affronta una sfida: influenzare il mondo che ci circonda, imparare a conoscere gli altri, sviluppare la giusta percezione di noi stessi, tutelare il nostro benessere fisico ed emotivo, instaurare relazioni autentiche, “uscire” dagli schemi e riconoscere i talenti che ci rendono unici. “Ho seguito”, spiega Giannelli, “due criteri essenziali: non essere troppo pesante nella scrittura e mettere molte fonti, infatti alla fine c’è una lunga bibliografia. L’auspicio poi è creare una community con corsi, seminari e nuove pubblicazioni”.
In questo periodo stanno uscendo molte pubblicazioni di questo tipo. Perché?
“Stanno ritornando di moda, per usare un termine brutto, perché c’è una necessità di ritornare a un’introspezione, al conoscere se stessi. È passato il periodo in cui il benessere inteso era solo quello economico. Poi oggi la comunicazione è diventata un tema importante, con professioni nate negli ultimi anni, come il counselor e il mental coach, che vanno verso l’altro nella creazione di empatia”.
Esiste la felicità?
“Sì. È uno stato emotivo, è diversa per ognuno di noi. A mio avviso dovrebbe essere la capacità di sentirsi compiuti e consapevoli”.
C’è un riferimento letterario in particolare per te importante?
“Nella narrativa Kafka, come costruttore di una capacità introspettiva è riuscito più di altri autori, attraverso un passaggio di dolore, a portare il lettore verso certi temi. ‘Il processo’ è straordinario. Negli altri ambiti Barbara Berckhan ha scritto dei piccoli manuali utilissimi; poi Howard Gardner, Edward De Bono”.
In sintesi, come migliorare la vita?
“L’ho scritto nel mio profilo whats app, da ripetersi tutte le mattine al risveglio. Tutto scorre. Lascia andare. Io sono. Io posso. E poi stabilire un obiettivo, capire che cosa desideri davvero e da lì iniziare il tuo percorso”.
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